Avellino-Palermo 2-2: sorpasso e pari nel recupero

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Avellino-Palermo non è stata una semplice partita di campionato. È stata una sequenza continua di ribaltamenti emotivi, una gara che ha cambiato volto più volte e che ha lasciato il pubblico del Partenio-Lombardi con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Il 2-2 finale fotografa solo in parte quello che è successo in campo: intensità, episodi, errori, coraggio e nervi tesi.

Alla fine nessuno vince davvero, ma entrambe escono con la sensazione di aver perso qualcosa. L’Avellino perché aveva la partita in mano. Il Palermo perché aveva completato la rimonta e l’aveva anche ribaltata, salvo poi farsi riprendere nel momento decisivo.


Le scelte iniziali: identità chiare fin dal primo minuto

Biancolino sceglie la continuità e si affida al 3-5-2. Palmiero è il faro davanti alla difesa, con Besaggio e Sounas mezzali pronte ad accompagnare l’azione. Sugli esterni Missori e Cancellotti garantiscono corsa e ampiezza, mentre davanti Biasci e Tutino formano una coppia complementare, fatta di movimento e profondità.

Il Palermo risponde con il 3-4-2-1, più fluido, con l’idea di occupare gli spazi tra le linee e colpire sfruttando la qualità dei singoli. Joronen tra i pali, linea difensiva compatta e ripartenze rapide.

Il clima è subito quello delle grandi occasioni.


Un primo tempo di equilibrio, poi l’accelerazione biancoverde

La fase iniziale è di studio. Le squadre si annusano, il ritmo è alto ma le occasioni vere scarseggiano. L’Avellino però dà la sensazione di avere qualcosa in più sul piano dell’intensità.

Al 24’ Palmiero ci prova dalla distanza, costringendo Joronen alla prima vera risposta della serata. Poco dopo, al 37’, Fontanarosa è decisivo nel chiudere su Ceccaroni, evitando il possibile vantaggio rosanero.

È il preludio al gol. Al 39’ l’Avellino accelera improvvisamente: fraseggio stretto in area, Missori serve Biasci che trova lo spazio giusto e batte Joronen. È l’1-0 che fa esplodere il Partenio e che premia la manovra più coraggiosa dei padroni di casa.

Nel finale di primo tempo i biancoverdi sfiorano anche il raddoppio: transizione veloce, Sounas inventa un lob per Besaggio che tenta un tacco al volo spettacolare. La palla termina alta, ma l’Avellino manda un messaggio chiaro.

All’intervallo è 1-0.


Ripresa: Tutino spreca, il Palermo cresce

Il secondo tempo si apre con un’occasione clamorosa per l’Avellino. Al 49’ un errore difensivo del Palermo spalanca la porta a Tutino, che si presenta davanti a Joronen. L’attaccante tenta il dribbling invece della conclusione immediata e l’azione sfuma con una chiusura disperata sulla linea.

È un momento chiave. Da lì il Palermo prende coraggio e alza il baricentro.

Al 60’ Biasci impegna ancora Joronen, ma al 69’ arriva il pareggio rosanero. Daffara respinge una prima conclusione, sulla palla vagante si avventa Ranocchia che non sbaglia. È l’1-1 che rimette tutto in equilibrio e cambia l’inerzia della gara.


Il sorpasso rosanero: rigore e nervi tesi

L’Avellino accusa il colpo. Il Palermo spinge e al 78’ arriva l’episodio che sembra decidere la partita. Galipò indica il dischetto per un tocco irregolare di Fontanarosa su una conclusione dalla distanza. Il VAR conferma.

Dal dischetto Pohjanpalo è glaciale e firma l’1-2 all’83’. Il Palermo completa la rimonta e sembra avere la partita in mano.

Subito dopo arriva anche l’espulsione di Diakité, che lascia i rosanero in dieci. Un dettaglio che diventa enorme nel finale.


Assalto Avellino e pareggio nel recupero

Biancolino getta nella mischia energie fresche. Dentro Lescano, Russo, Palumbo e Patierno. L’Avellino attacca a testa bassa, sospinto dal pubblico.

All’89’ arriva il gol che cambia tutto. Russo crossa, Palumbo si coordina e colpisce al volo. Una conclusione pulita, potente, imparabile. È il 2-2 che fa tremare lo stadio.

Nei sei minuti di recupero succede ancora di tutto. Al 94’ Joronen compie un intervento decisivo sul colpo di testa di Lescano, evitando una beffa clamorosa.

Poi il fischio finale.


Un pareggio che lascia aperti scenari

Avellino-Palermo finisce 2-2, ma è una di quelle partite che valgono più di un punto. L’Avellino conferma identità, intensità e una crescita evidente, ma deve fare i conti con qualche errore di cinismo che pesa. Il Palermo dimostra carattere, rimonta e qualità, ma paga l’inferiorità numerica nel momento cruciale.

Il Partenio applaude. Non è stata una serata qualunque. È stata una partita che racconta perché questo campionato non concede pause e perché ogni dettaglio, dal primo all’ultimo minuto, può cambiare tutto.