Avellino, la rivoluzione di Biancolino porta un punto

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Cambi, coraggio e segnali di vita: l’Avellino ritrova se stesso. Ora serve concretezza per trasformare la reazione in continuità

Reazione doveva essere, e reazione è stata. L’Avellino torna da Pescara con un punto che, più che muovere la classifica, muove la testa e il cuore. Dopo la scoppola contro lo Spezia, serviva una risposta vera, non di facciata. E la risposta è arrivata, non solo nel risultato ma soprattutto nella mentalità.

Raffaele Biancolino, tecnico e simbolo di questa squadra, ha scelto la strada più difficile ma anche la più coraggiosa: cambiare tutto. Sette uomini diversi, un modulo rivisitato e un messaggio chiarissimo al gruppo: “nessuno è intoccabile”. Lo aveva detto e lo ha dimostrato. Biancolino ha rimesso in campo un Avellino nuovo, con il ritorno al 4-3-1-2 tanto provato in estate e poi accantonato dopo la seconda giornata.

Il risultato? Una squadra viva, aggressiva, capace di reagire a un avvio complicato (traversa di Missori, gol di Capellini, altro legno di Valzania) senza sbandare. Il pareggio firmato da Lorenco Simic, al secondo centro stagionale, è arrivato nel momento giusto, liberatorio come poche volte in stagione. Non da un attaccante, certo, ma in questo Avellino serviva prima ritrovare equilibrio e fiducia, poi penserà il gol a tornare.

La ripresa ha confermato la crescita: baricentro alto, intensità, occasioni a raffica – diciannove palle gol create, ma nessuna sfruttata dagli avanti. Qui Biancolino, da ex bomber, non ha fatto sconti: “Se crei 19 palle gol e non le sfrutti, non va bene”. È il segnale che la squadra ha ritrovato coraggio ma deve ancora affinare la cattiveria sottoporta.

Sul piano delle scelte, il tecnico ha centrato il bersaglio. Daffara ha sostituito alla grande Iannarilli, Enrici e Palumbo hanno dato equilibrio, mentre la condizione di Gennaro Tutino, tornato a crescere dopo lo stop, promette di riportare peso e qualità in attacco.

Sabato, alle 12:30, al “Partenio-Lombardi” arriva la Reggiana, reduce dal successo sulla capolista Modena: sarà un banco di prova fondamentale per capire se la reazione di Pescara è l’inizio di un nuovo ciclo.

Perché la rivoluzione di Raffaele Biancolino ha già dato un’anima diversa all’Avellino. Ora serve solo una cosa: trasformare il segnale in vittoria. E stavolta, più che il punto in classifica, conta quello esclamativo che i Lupi hanno messo in campo.