L’Avellino crolla all’Orogel Stadium-Dino Manuzzi, travolto 3-0 da un Cesena dominante e sempre padrone del campo. I romagnoli, guidati da un brillante Mignani, sbloccano il match con Ciervo, raddoppiano grazie a Shpendi e chiudono i conti con Blesa, punendo una difesa biancoverde apparsa fragile e poco reattiva. Per i lupi di Raffaele Biancolino si tratta di un pesante stop che conferma le difficoltà nel ritrovare continuità dopo la sosta.
Il tecnico irpino, nel post gara, ha provato a leggere con lucidità le cause della sconfitta: «Siamo consapevoli di non aver offerto la prestazione che ci aspettavamo. Non metto in discussione l’impegno dei ragazzi, ma dobbiamo migliorare nella gestione delle reti subite. I primi due gol sono arrivati da deviazioni sfortunate, ma non possiamo permetterci di perdere la posizione in certe situazioni».
Biancolino ha sottolineato come la sua squadra abbia pagato soprattutto sul piano mentale: «Abbiamo avuto il 63% di possesso palla, ma non siamo riusciti a concretizzare. La chiave sta nella concentrazione e nella cattiveria sotto porta, che in questo momento ci mancano».
Nonostante il pesante passivo, l’allenatore dell’Avellino ha difeso l’atteggiamento della squadra: «Non abbiamo mai smesso di provarci, restando fino all’ultimo nella metà campo avversaria. Però nel calcio bisogna saper segnare e concedere poco, oggi non siamo riusciti a fare né l’uno né l’altro».
Infine, un passaggio sugli infortuni: Simic ha lasciato il campo nel secondo tempo per un problema muscolare. «Ha sentito un fastidio all’adduttore e ha preferito fermarsi per precauzione — ha chiarito Biancolino —. Monitoreremo la situazione nei prossimi giorni».
Per l’Avellino, ora, serve una risposta immediata: la difesa è da registrare (tredici reti subite dopo la sosta) e la classifica inizia a farsi preoccupante. Il tecnico chiama la squadra a reagire, consapevole che il tempo per trovare la giusta identità comincia a stringere.

