Autonomia, una sfida da accettare a patto di…

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Romano Prodi ieri è riapparso a Napoli. Tra le tante cose dette, c’è stato spazio anche l’autonomia differenziata: “Se Dio vuole il dibattito per ora è stato rinviato. E lo dico perché di dubbi ne ho tanti, tanti”. Sull’argomento pure noi ne abbiamo tanti di dubbi. Ma preferiamo la battaglia di quella porzione di sinistra che vuole sedersi al tavolo della discussione, non quella porzione più ampia che dice no a prescindere. Ad esempio il ragionamento di De Luca, pur coi distinguo su modi e termini, è giusto. A questo punto, dice più o meno il Governatore, scelga anche la Campania la strada dell’autonomia. E’ qui che il discorso si fa complesso. Scegliere l’autonomia significherebbe far funzionare diversamente la macchina attuale, assumersi grandi responsabilità, mettere da parte ogni forma di clientelismo, non sperare in aiuti dall’alto. Insomma spesso l’esatto contrario di quel che da tempo immemore avviene dalle nostre parti e in generale al sud. Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana ad esempio hanno capacità di far funzionare e sfruttare in proprio ricchezze industriali, di servizi e terzo settore, naturali, culturali, agricole e così via. La Campania dovrebbe ristrutturarsi, partendo praticamente da zero. Ma se si accettasse sul serio una sfida del genere, magari la nostra regione potrebbe avere un futuro vero e compiuto, non dipendendo da nessuno. L’unità nazionale, per dirla alla Galasso, è un principio ma non un dogma. Più italie, Più Italia.