Attentato a Ranucci, Capacchione: “Il giornalismo deve rialzare la testa”

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“L’attentato a Sigfrido Ranucci è qualcosa di gravissimo e sconcertante, soprattutto perché inatteso. Ci dice che certi tempi e certi metodi non finiscono mai, ma ci richiama anche a riflettere su cosa è diventato oggi il giornalismo, che solo in pochi, tra cui Ranucci, portano avanti con serietà, competenza e coraggio”.

Con queste parole Rosaria Capacchione, ex giornalista del Mattino sotto scorta dal 2008 per le minacce ricevute dal clan dei Casalesi, ha commentato il grave episodio che ha colpito nella notte il conduttore e autore di Report, noto programma d’inchiesta di Rai3.

Capacchione, nel suo consueto tono schietto e diretto, ha voluto sottolineare l’importanza di una reazione collettiva del mondo dell’informazione: “Non mi interessa commentare la politica – ha detto – a me importa che i giornalisti rialzino la testa. Ranucci da tempo lamenta la solitudine in cui si trova chi fa un certo tipo di lavoro, fatto di verifica, approfondimento e coraggio, un lavoro che ormai la stragrande maggioranza dei colleghi, appiattiti alla scrivania o distratti dai social, non fa più”.

Un appello, quello della giornalista campana, a difendere la libertà di stampa e a riscoprire il valore dell’inchiesta come strumento di verità e di democrazia.