Ci sono una decina di indagati per la morte di Palmina Casanova, 56 anni, commerciante di Atrani, deceduta in sala operatoria all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona, sottoposta a due interventi chirurgici: il primo in laparoscopia per togliere delle cisti ovariche e il secondo all’addome acuto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti è possibile che durante il primo intervento, eseguito martedì nel reparto di Ginecologia per eliminare una cisti ovarica, le sia stato bucato l’intestino e che per giorni i liquidi si siano riversati provocando l’infezione letale. Nel registro degli indagati sarebbero finiti anche il personale del presidio di Castiglione di Ravello, a cui la donna si era rivolta quando aveva iniziato ad avvertire i primi dolori. Al lavoro un un pool di esperti incaricato dal sostituto procuratore di Salerno, Elena Guarino che sta esaminando la cartella clinica di Palma. Gli investigatori stanno ricostruendo il “calvario ospedaliero” della 56enne per ricostruire quanto accaduto da martedì 19 aprile fino a venerdì 22 aprile, quando è morta durante il secondo intervento nel corso del quale sembrerebbe appunto emersa una perforazione dell’intestino.

