Asl Salerno. L’interrogazione del Consigliere Regionale Pellegrino sulle strutture di riabilitazione

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Il Consigliere Regionale Tommaso Pellegrino ha presentato un’importane interrogazione in merito all’urgenza di pervenire ad un contratto per le strutture di riabilitazione ex art.26 e a quanto necessario affinché questo contratto rappresenti uno strumento di crescita per l’offerta sanitaria, per l’occupazione e per l’equità tra le varie ASL della Regione, considerando che la ASL di Salerno è a tutt’oggi al di sotto della media regionale per prestazioni pro capite per un totale di circa 5 milioni di euro.

Si riporta il documento con Prot. n. 024 presentata dal Consigliere Pellegrino al Presidente della Giunta Regionale On. Vincenzo De Luca : Oggetto: “Delibera per la definizione per gli esercizi 2020-2021 dei limiti prestazionali e di spesa e dei relativi contratti con gli erogatori privati per regolare i volumi e le tipologie delle prestazioni di assistenza sanitaria afferenti alla macroarea della riabilitazione ex art. 26 L. 833/78”

Premesso che

  • I centri di riabilitazione ex art. 26 L. 833/78 svolgono un ruolo fondamentale per la tutela della salute dei cittadini più vulnerabili affetti da patologie destinate ad aggravarsi se non sottoposte a cure riabilitative adeguate e tempestive
  • Il contratto che regola il rapporto con i centri di riabilitazione ex art. 26 è scaduto il 31. 12.2019 con il decadere della DCA 41/18
  • I centri di riabilitazione operano senza regolazione contrattuale dal 1° gennaio 2020, contrariamente ad altri settori della sanità accreditata come quello delle Case di Cura  
  • La grave situazione sanitaria e sociale determinata dal Covid – 19 rende ancora più impellente la necessità di adottare misure atte a potenziare l’assistenza sanitaria territoriale rispondendo ai bisogni di cura e prevenzione dei cittadini

Considerato che

  • Il DCA 41/18 era imperniata su una logica di contenimento della spesa che è oggettivamente incompatibile con la situazione sanitaria e sociale attuale
  • La logica di contenimento della spesa del DCA 41/18, insieme agli effetti dell’emergenza pandemica, ha determinato nel 2020 un mancato utilizzo dei fondi per la riabilitazione pari, nella sola ASL di Salerno, a circa 4 milioni di euro  
  • Il mancato utilizzo dei fondi stanziati rappresenta sempre un fatto negativo, nel caso della riabilitazione ancora di più perché si concretizza in minore assistenza per i cittadini più deboli e in un calo di occupazione per gli addetti al settore.

Rilevato che

  • E’ urgente pervenire al nuovo contratto per i centri di riabilitazione ex art 26
  • Tale contratto dovrà rappresentare una forte discontinuità rispetto al DCA 41/18 essendo completamente modificata la situazione sanitaria e sociale
  • In particolare la nuova Delibera dovrà essere imperniata non più sul mero contenimento della spesa ma sul soddisfacimento dei bisogni dei cittadini e sulla valorizzazione di tutte le possibilità di tutela e crescita dell’occupazione

Ritenuto che

  • Il nuovo contratto debba tenere in considerazione i costi per i centri di riabilitazione   dovuti al Covid-19 per gli anni 2020 e 2021
  • I fondi non utilizzati per l’anno 2020 debbano essere aggiunti al budget complessivo 2020/2021
  • Sia necessario prevedere, come già previsto per altri settori della sanità accreditata, un acquisto ulteriore del 2% di prestazioni dal 2020
  •  il tetto di spesa della singola struttura sia determinato sulla base del fatturato 2019, se maggiore del 2018, o sulla media del biennio 2018/2019
  •  le ASL e i distretti debbano smaltire le liste di attesa
  • Debba essere stabilita la intangibilità dellacontinuità terapeutica
  • Sia necessario favorire l’accesso alle cure attraverso la semplificazione delle autorizzazioni
  • Per agevolare i pazienti in tempo di pandemia si debba ripristinare quanto previsto dalla DGRC 6757/96, ovvero che “i centri possono destinare per l’attività domiciliare …un numero di prestazioni non eccedente quello delle prestazioni ambulatoriali”  
  • Sia opportuno prevedere l’osmosi fra tutti i setting assistenziali 
  • Si dia attuazione a quanto già previsto dal DCA 41/18 per le prestazioni ambulatoriali e domiciliari in merito alla riduzione della distanza negativa di alcune ASL dalla media regionale di prestazioni pro capite finalizzata ad un parziale e progressivo riequilibrio territoriale fra le ASL”. Basti pensare che la ASL Salerno ha 0,11 prestazioni pro capite in meno rispetto alla media regionale che corrisponde a 5 milioni di euro di disponibilità in meno. 

Tutto ciò rappresentato

il sottoscritto consigliere regionale interroga il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

  • quando verrà attivato il nuovo contratto per le strutture ex art. 26 L.833/78
  • se il nuovo contratto sarà in discontinuità con la DCA 41/18 imperniandosi sulla   logica di risposta ai fabbisogni dei cittadini tenendo in considerazione anche le ulteriori necessità sanitarie, sociali e occupazionali determinate dal Covid-19.