Domani alle 18.30 a Ravello, nei Giardini del Monsignore, la presentazione del libro dal titolo “La Guerra per il Mezzogiorno – Italiani, borbonici e briganti 1860 – 1870 di Carmine Pinto.
La presenza all’evento culturale di Antonio Bassolino, Presidente della Fondazione Sudd, e Giuseppe Cacciatore, Presidente della Società Salernitana di Storia Patria, contribuirà ad animare la discussione sul tema del brigantaggio, attraverso l’approfondimento di fatti storici, quali l’Unità d’Italia e il declino del Regno delle due Sicilie.
Il lavoro di Pinto, ampio e variegato, propone una visione più ampia del fenomeno del brigantaggio associato a forme di banditismo, espresso in azioni violente in territori controllati dal Regno delle due Sicilie.
L’interrogativo di fondo riguarda le ragioni del brigantaggio: si è di fronte a una forma di resistenza meridionale al colonialismo sabaudo, o al tentativo di bande criminali in opposizione allo Stato?
Il brigantaggio, presente sul territorio prima dell’Unità d’Italia, assunse la sua forma caratteristica in special modo nel meridione, durante il periodo risorgimentale, e dopo l’Unità d’Italia.
Nel sud, nei territori ex-borbonici, il brigantaggio divenne una rivolta popolare antisabauda e antiunitaria, distante dall’idea di tutti gli altri Stati italiani preunitari annessi al regno di Sardegna e orientati a formare l’Italia unita durante il Risorgimento.
La questione meridionale contiene in sé le differenze, esistenti già nel 1861, tra nord e sud del paese che meritano di essere comprese.
L’iniziativa del Comune di Ravello in sinergia con l’Associazione Ravello Nostra, intende dare voce alle innovative interpretazioni storiche di un fenomeno complesso e articolato, che necessita di risposte davvero esaustive.

