Arresti nel centro-destra, in manette Arata

Le perquisizioni di alcune settimane addietro hanno permesso alla Procura di Palermo e alla sezione della Dia di Trapani di chiudere il cerchio su di un clan di insospettabili colletti bianchi, pronti a sfruttare è speculare sui canali di finanziamento per le energie alternative. Sullo sfondo questi affari nelle mani dei soliti noti, come gli imprenditori alcamesi Vito e Manlio Nicastri, padre e figlio. Vito Nicastri, soprannominato il re dell’eolico è un nome pensate che esce fuori dalle ultime indagini antimafia, messo in stretta relazione con il capo mafia latitante Matteo Messina Denaro. Ma stavolta le indagini hanno colpito davvero in alto, con i Nicastri la Dia su ordine della Procura di Palermo ha arrestato Francesco Paolo Arata, il consulente per l’Energia del ministro Matteo Salvini. “Intestazione fittizia, con l’aggravante di mafia, corruzione e autoriciclaggio, anche per alcune mazzette che sarebbero state pagate a un dirigente regionale. Ai domiciliari, il dirigente Alberto Tinnirello, che è stato in servizio all’assessorato regionale all’Energia. Francesco Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia reclutato due anni fa da Salvini per stilare il programma della Lega, era davvero un gran dispensatore di mazzette. “Quanto gli abbiamo dato a Tinnirello? Quello è un corrotto”, diceva di un altro funzionario, Giacomo Causarano. “Un amico, una persona a noi vicina”. Arata sapeva di fare affari in Sicilia con personaggi uomini di Cosa nostra, come Vito Nicastri e Francesco Isca, imprenditore oggi indagato per associazione mafiosa. Non meno rilevanti i rapporti con la politica , Arata vantava a ragione rapporti diretti con l’attuale assessore regionale all’energia Pierobon, così scrivono gli investigatori della Dia, rapporti mediati dal presidente del Parlamemto poi ci sono i rapporti con la politica.