Armi fantasma: scoperto arsenale in uno zaino

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mn24.it

C’è un mercato che non lascia tracce, non ha registri né numeri di serie. È il mercato parallelo delle armi fantasma, pistole che ufficialmente non esistono ma che possono uccidere come qualunque altra arma. A Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, questo mondo sommerso è emerso all’improvviso da uno zaino abbandonato in un terreno di via Nocerelle. Dentro, un arsenale completo. Cinque pistole perfettamente funzionanti, munizioni in quantità e caricatori pronti all’uso. Un ritrovamento che apre uno squarcio inquietante su una filiera criminale silenziosa e sempre più diffusa.

I carabinieri hanno scoperto lo zaino durante un controllo sul territorio. Nessuna cassaforte, nessun bunker sotterraneo. Solo una borsa lasciata in un terreno, come se fosse un oggetto qualunque. All’interno, invece, c’era tutto quello che serve per armare più persone.

Cinque pistole, tutte prive di matricola. Non cancellata. Mai esistita. Armi acquistate come pistole a salve e poi trasformate in armi da fuoco vere. Modificate con precisione, segno evidente di mani esperte, di qualcuno che sa esattamente dove intervenire e come rendere letale ciò che nasce innocuo.

Il meccanismo è semplice e proprio per questo pericoloso. Le pistole a salve si comprano facilmente, anche online. Nascono per sparare cartucce senza proiettile, per simulazioni o scenografie. Ma alcuni modelli, se modificati, possono diventare armi reali.

È quello che emerge dal sequestro di Sant’Antonio Abate. Le armi ritrovate erano state alterate in modo da poter sparare proiettili veri. Un’operazione che non è alla portata di chiunque. Serve competenza tecnica, strumenti, esperienza. Non improvvisazione.

Non c’erano solo pistole. Nello zaino i militari hanno trovato anche otto caricatori e ben 273 proiettili di vario calibro. Non solo munizioni comuni, ma anche colpi classificabili come da guerra. Un dettaglio che alza il livello di allarme.

Un arsenale del genere non serve per difesa personale. Serve per armare, colpire, intimidire. Serve per la criminalità organizzata o per gruppi pronti a usarlo in azioni violente. La quantità di munizioni indica una disponibilità immediata, non un accumulo casuale.

Il punto più inquietante delle armi fantasma è proprio questo: non risultano da nessuna parte. Non sono registrate, non hanno una matricola, non compaiono in archivi o banche dati. Per lo Stato, semplicemente, non esistono.

Questo le rende ideali per chi vuole commettere reati senza lasciare tracce. Se un’arma viene usata in un delitto, risalire alla sua provenienza è quasi impossibile. Non c’è un primo acquisto tracciabile, non c’è una catena ufficiale.

Le pistole sequestrate saranno ora sottoposte ad accertamenti balistici. Un passaggio cruciale. Gli esperti cercheranno di capire se quelle armi siano già state utilizzate in fatti di sangue o in altri delitti.

Ogni arma lascia una firma. Ogni proiettile esploso racconta una storia. Se anche solo una di queste pistole dovesse risultare collegata a un episodio criminale, il ritrovamento assumerebbe un peso ancora maggiore.