Arisa, al secolo Rosalba Pippa, torna a far parlare di sé non solo per la musica, ma per il modo diretto e disarmante con cui racconta la propria vita emotiva. La cantante lucana, che si prepara a tornare sul palco di Sanremo con il brano Magica favola, continua a distinguersi per una sincerità rara nel mondo dello spettacolo. Una sincerità che passa anche dalle sue ammissioni più intime: dall’iscrizione a una chat di incontri alla definizione di sé come “sottona”, fino alla riflessione sugli amori tossici, sull’autostima e sulle false amicizie nel mondo della musica.
Arisa e Sanremo: una storia che ritorna
Il legame tra Arisa e il Festival di Sanremo è profondo e decisivo. È proprio sul palco dell’Ariston che la sua carriera ha preso il volo, prima con la vittoria tra le Nuove Proposte nel 2009 con Sincerità, poi con il trionfo del 2014 tra i Big con Controvento. Nel 2012 aveva anche sfiorato il bis, arrivando seconda con La Notte. Sanremo, come lei stessa ammette, è stato il luogo in cui “deve praticamente tutto” alla sua carriera artistica.
Oggi Arisa torna con una consapevolezza diversa, più matura, costruita anche attraverso le fragilità che non ha mai nascosto.
La chat di incontri e l’ammissione: “Sono diventata sottona”
Negli ultimi mesi Arisa ha raccontato senza filtri di essersi iscritta a una chat di incontri. Un gesto che, nelle sue parole, non ha nulla di scandaloso, ma che è stato amplificato proprio perché riguarda un personaggio pubblico. “Dire che sono iscritta a un sito di incontri è una cosa innocua, viene amplificata solo perché sono Arisa”, ha spiegato.
In particolare, ha ammesso di essere diventata “subito sottona” con un ragazzo straniero. Un termine usato con ironia e autoanalisi, non con vergogna. “Che male c’è?”, si chiede, sottolineando come con una persona lontana culturalmente e geograficamente si sia sentita più libera. Per lei, queste app non sono solo strumenti per incontrarsi, ma diventano una sorta di social riservato, uno spazio per parlare, esplorare, conoscere persone dall’altra parte del mondo senza necessariamente arrivare a un appuntamento reale.
Amore, solitudine e bisogno di essere accolti
Sul tema dell’amore Arisa non ha certezze assolute. Alla domanda se oggi sia innamorata, risponde con onestà: “Non si sa, non riesco a capirlo”. Ma una convinzione rimane salda: “Secondo me tutte le persone al mondo vivono per essere amate”. Per la cantante, molte scelte quotidiane – dall’aspetto fisico ai successi materiali – hanno un unico obiettivo, quello di sentirsi accolti e apprezzati.
Imparare a convivere con la solitudine, racconta, è stato un percorso complesso, che ha richiesto un grande lavoro su se stessa. Un lavoro che non si conclude mai davvero.
Lo specchio, le trasformazioni e l’autostima
Arisa ha sempre fatto della trasformazione una cifra identitaria. Cambiamenti estetici, artistici, interiori che spesso hanno fatto discutere. Ma lei rivendica il bisogno di guardarsi allo specchio per riconoscersi: “È il contatto tra ciò che sento dentro e quello che vedo fuori”.
L’autostima, per Arisa, non è un punto di arrivo definitivo, ma un processo. “La mia autostima è concreta, sono una persona in continua ricerca”, afferma. Un ricordo che porta con sé è il complimento ricevuto da Samuele Bersani nel 2012, quando le disse che era “intonata dentro e fuori”. Una frase che ha contribuito a rafforzare la sua percezione di valore personale.
Gli amori tossici e la necessità di difendersi
Nel suo repertorio non manca il racconto del dolore. In Nuvole aveva già parlato di un amore tossico, esperienza che sente come reale e vissuta. “Purtroppo capita di sbagliare”, dice oggi, aggiungendo che è fondamentale costruirsi una corazza “non per attaccare, ma per difendersi”.
Arisa parla di sensori interiori da attivare, strumenti emotivi che aiutino a riconoscere le situazioni che “puzzano” e che possono ferire. La leggerezza, ammette, è un dono prezioso, ma non coincide con la superficialità. Con il tempo si impara a guardare il mondo con occhi più attenti.
Famiglia, felicità e ideali che cambiano
Sul tema della famiglia Arisa resta aperta, senza schemi rigidi. “A volte sì, a volte no”, risponde quando le chiedono se sogni una famiglia tradizionale. Gli ideali di felicità, osserva, sono cambiati profondamente e oggi esistono molte forme possibili di realizzazione personale. Se accadrà, sarà pronta ad accogliere ciò che verrà.
Le colleghe e la fine delle favole nel mondo della musica
Accanto alla musica, la televisione ha dato ad Arisa una nuova dimensione, da giurata a The Voice fino a The Voice Kids su Rai 1. Un’esperienza che definisce una “palestra emotiva”, fatta di storie che l’hanno segnata e fatta sentire utile.
Più disincantato il suo sguardo sulle amicizie nel mondo musicale. Arisa rifiuta l’immagine edulcorata di un ambiente sempre solidale: “Raccontare la favola del Mulino Bianco, dire che nel nostro ambiente nascono grandi amicizie, no”. C’è rispetto, consapevolezza delle difficoltà, soprattutto per le donne, ma poche vere occasioni di costruire legami profondi.
Arisa oggi: fragile, forte, autentica
Nel racconto di Arisa convivono fragilità e forza, desiderio d’amore e autodifesa, bisogno di contatto e capacità di stare sola. La sua presenza nelle chat di incontri, l’ammissione di sentirsi “sottona”, la riflessione sugli amori tossici non sono provocazioni, ma tasselli di una narrazione coerente: quella di una donna che continua a cercarsi, senza maschere.
E forse è proprio questa autenticità, più della musica stessa, a renderla una delle voci più riconoscibili e vere del panorama italiano.

