Caserta. Bufera nel mondo politico ed imprenditoriale. Scoperto, nella zona del Matese, un giro di appalti e corruzione nel settore dei rifiuti. In manette 20 persone tra funzionari , amministratori pubblici ed imprenditori con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. Ad eseguire le ordinanze la Guardia di finanza di Caserta, coordinata dal generale Giuseppe Verrocchi e i carabinieri diretti dal colonnello Giancarlo Scafuri. L’ inchiesta, che durava da oltre un anno, è stata aperta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e coordinata dal procuratore capo Maria Antonietta Troncone. ” Un vero e proprio sistema criminale finalizzato all’assegnazione illecita di appalti milionari in diversi Comuni del casertano”. Questo è quanto sottolineato dagli investigatori che fanno emergere un sistema criminoso legato all’assegnazione di numerose gare d’appalto per lo smaltimento di rifiuti. Tra coloro che sono stati raggiunti dalla misura cautelare figurano i nomi di Angelo Di Costanzo, presidente della Provincia di Caserta in quota Forza Italia, nonché sindaco del Comune di Alvignano, insieme a un assessore ed al comandante della polizia municipale dello stesso paese; Vincenzo Cappello, sindaco di Piedimonte Matese, Elpidio Russo, ex sindaco di Casagiove, il presidente del consorzio di bonifica Sannio-Alifana, Pietro Cappella ed infine Luigi Imperadore, imprenditore di Gioia Sannitica.
Roberta Montanaro

