La tranquilla routine di Muggiò è stata scossa dal ritrovamento del corpo senza vita di Giovanna Piras, impiegata in pensione, classe 1949, nella sua abitazione di via Magenta 19.
L’allarme è stato dato dal fratello e dal tutore legale della donna, preoccupati per l’assenza di contatti da giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Desio e il sostituto procuratore Rosamaria Iera.
Una scena anomala e complessa
Il corpo della donna è stato trovato riverso a terra con il volto coperto da un asciugamano. L’appartamento era completamente a soqquadro, con il pavimento cosparso di terriccio. La porta d’ingresso, pur chiusa, aveva il blocchetto della serratura rimosso, permettendo l’accesso senza effrazione.
Questi elementi hanno reso incerta la pista del furto e hanno portato gli investigatori a ipotizzare una possibile, seppur improbabile, messinscena. L’assenza di tracce di sangue, unita al disordine, complica ulteriormente la ricostruzione degli eventi. I primi esami del medico legale saranno determinanti per capire se la morte sia dovuta a cause naturali o a un gesto violento.
Chi era la vittima
Giovanna Piras conduceva una vita appartata, trasferitasi a Muggiò da Monza alla fine degli anni ’90. Nota per la sua fede e la frequenza alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, viveva sola e soffriva recentemente di problemi di salute che ne avevano debilitato il fisico.
Le indagini si concentrano sulle poche relazioni della donna, principalmente il rapporto con il fratello, segnato da frequenti liti verbali, senza precedenti di violenza fisica. Le testimonianze dei vicini e i reperti raccolti dalla squadra rilievi saranno fondamentali per chiarire la dinamica di un caso che presenta ancora molte contraddizioni.

