Antiche Terme ma senza fonti d’acqua: FDR contro la gestione del Comune

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Castellammare, le Terme Antiche accoglieranno i bambini-mn24.it

Nel recente comunicato a firma della Direzione Politica, Futuro Democratico e Riformista esprime una posizione lucida e responsabile sul tema dell’apertura del Parco delle Antiche Terme a Castellammare di Stabia. Non si tratta di una semplice critica all’amministrazione, quanto piuttosto di una riflessione politica più ampia su cosa significhi davvero recuperare l’identità di un luogo simbolico e, con esso, il senso di appartenenza di un’intera comunità.

Il movimento riconosce le buone intenzioni che hanno mosso l’amministrazione comunale: restituire ai cittadini uno spazio storico e ricreativo, promuovere un tratto identitario della città, offrire un’occasione di rinascita urbana. Proprio in virtù di queste intenzioni, Futuro Democratico e Riformista ha scelto di partecipare all’inaugurazione del parco con spirito costruttivo e fiducia.

Tuttavia, la realtà si è presentata ben diversa dalle attese. Le critiche espresse dai cittadini non sono state semplici lamentele, ma segnali di un disagio concreto, di una delusione condivisa. L’apertura del Parco, nelle condizioni attuali, viene definita come una pagina scritta male in un libro ancora da completare, tra mille difficoltà. È una metafora efficace che descrive lo scarto tra le intenzioni e i risultati concreti, tra la promessa di un rilancio e la percezione di un’occasione mancata.

Nel comunicato emerge con forza l’idea che il Parco delle Antiche Terme non può essere trattato come un parco qualunque. È un luogo della memoria collettiva, dove storia, cultura, natura e benessere si sono intrecciati per generazioni. Un luogo dove si beveva “l’oro di Stabia”, le acque termali che hanno reso celebre la città.

Aprirlo senza la presenza delle acque termali significa, secondo Futuro Democratico e Riformista, svuotarne il significato, ridurne la funzione, renderlo una semplice cornice senza contenuto. Un paragone emblematico è quello con Disneyland senza attrazioni: il contesto è presente, ma manca l’anima. È questa l’accusa più forte – ma anche la più motivata – del documento.

Il comunicato non trascura gli aspetti economici e gestionali: viene evidenziata l’assegnazione anomala del bar interno al parco, con un anticipo del 50% delle spese al gestore da parte del Comune. Una decisione che, a detta del movimento, solleva più di un dubbio sull’uso delle risorse pubbliche e sul principio di trasparenza. Così come viene criticata la spesa di 120.000 euro per la riattazione dei locali, considerata prematura e poco oculata alla luce dei lavori di restauro previsti a breve.

Infatti, tra pochi mesi partiranno le opere di restyling affidate a una nota archistar, finanziate con 12 milioni di euro provenienti dal Contratto di Sviluppo. Perché dunque, si chiede Futuro Democratico, non attendere qualche mese per un progetto integrato, coordinato, duraturo?