Associazione a delinquere finalizzata alla truffa: con quest’accusa, 21 persone sono state arrestate dai carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa; otto sono finite in carcere, in 13 sono stati invece ristretti ai domiciliari. Sono quasi tutti di Parete, nel Casertano; altri invece dei limitrofi comuni e del Napoletano, gli indagati. Vertici dell’organizzazione, i coniugi Gilda Ucciero e Raffaele Pezone.
L’operazione è stata denominata “Lady Swindle”: swindle è il termine inglese che sta appunto per “truffa”.
Il raggiro avrebbe fruttato complessivi 134mila euro; vittime del raggiro, decine di giovani donne residenti in tutta Italia; almeno ottanta i casi accertati in 42 province.
Secondo la Procura di Napoli Nord, le donne avrebbero inserito su siti internet noti come “Subito.it” o “bacheca.it” annunci di lavoro con il proprio recapito, salvo poi essere contattate telefonicamente dalla “voce” del gruppo, la Ucciero, che si presentava una volta come dipendente del sito, un’altra come avvocato o agenti della Polizia Postale, o impiegato dell’Agenzia delle Entrate, illustrando alla vittima di turno la necessità di pagare somme di circa 2mila euro per evitare sanzioni amministrative e penali relative a controversie giudiziarie attivate nei loro confronti per presunte irregolarità connesse all’inserimento dell’annuncio.
Minacce chiaramente fondate su circostanze false, ma tali da indurre comunque le vittime a pagare le somme richieste. I soldi, su indicazione della Ucciero, venivano corrisposti su carte postepay evolution intestate ai membri dell’associazione criminale. Le denunce, raccolte in tutta Italia, sono riferite al periodo che va dall’agosto 2016 all’ottobre 2017.
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