A distanza di oltre una settimana dalla sera del 6 gennaio, quando Annabella Martinelli, 22 anni, studentessa di Giurisprudenza a Bologna e residente a Teolo, è scomparsa nel nulla, la Procura di Padova ha deciso di aprire un fascicolo per sequestro di persona contro ignoti.
Una scelta tecnica ma significativa, che consente agli inquirenti di ampliare il raggio delle indagini e di accedere a strumenti investigativi più incisivi, nel tentativo di fare luce su una vicenda che resta avvolta da numerosi interrogativi.
Si indaga per sequestro: perché la Procura ha aperto un fascicolo
L’apertura del fascicolo per sequestro di persona da parte della Procura di Padova non implica automaticamente la presenza di terzi responsabili, ma rappresenta l’ipotesi di reato più ampia e funzionale per consentire:
- l’analisi approfondita dei tabulati telefonici;
- gli accertamenti digitali sui profili social della ragazza;
- la prosecuzione delle ricerche senza limitazioni temporali o operative.
Al momento, precisano fonti investigative, non ci sono elementi certi che indichino il coinvolgimento di altre persone, ma gli inquirenti vogliono escludere ogni scenario possibile.
L’ultima sera di Annabella Martinelli: la bicicletta, le pizze e le telecamere
La sera dell’Epifania rappresenta l’ultimo momento documentato della presenza di Annabella. Le telecamere di videosorveglianza la riprendono in bicicletta, mentre si allontana da casa.
Secondo quanto emerso, la giovane avrebbe percorso circa 25 chilometri, muovendosi tra le zone di Terranegra e Forcellini, con temperature sotto lo zero. Intorno alle 21 avrebbe contattato due pizzerie per ordinare pizze da asporto.
Un dettaglio cruciale:
- la bicicletta di Annabella è stata ritrovata legata a un palo con un lucchetto;
- accanto, due cartoni della pizza vuoti;
- il luogo del ritrovamento dista circa 10 chilometri dall’ultima immagine registrata dalle telecamere.
Le due pizze restano uno degli elementi più enigmatici dell’intera vicenda e alimentano una domanda inevitabile: Annabella era da sola o qualcuno la stava aspettando?
Il mistero del profilo Facebook chiuso
Alla scomparsa fisica di Annabella si è aggiunto anche un elemento digitale che ha fatto discutere: la chiusura improvvisa del suo profilo Facebook.
Secondo quanto ricostruito, a disattivarlo sarebbe stato il fratello, con l’obiettivo di tutelarne la privacy ed evitare speculazioni o messaggi inappropriati. I genitori, due professionisti padovani, hanno scelto invece il silenzio, collaborando esclusivamente con gli investigatori.
Nel frattempo, sui social continuano appelli, segnalazioni e presunti avvistamenti, molti dei quali rivelatisi infondati.
Le ipotesi: incidente, gesto volontario o altro?
Le piste investigative restano tutte aperte. Tra le ipotesi al vaglio:
- incidente: Annabella potrebbe aver lasciato la bici per addentrarsi in una zona boschiva, dove potrebbe esserle accaduto qualcosa;
- gesto volontario: ipotesi al momento priva di riscontri concreti;
- sequestro o violenza: scenario più grave, ma al momento senza elementi certi;
- fuga volontaria: la possibilità a cui familiari e amici continuano a sperare.
L’ultimo segnale del suo smartphone risulta agganciato a una zona collinare impervia, prima dello spegnimento definitivo del dispositivo.
Le ricerche: un territorio vasto e difficile
Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta. Ogni giorno fino a 70 persone, tra vigili del fuoco, Protezione civile e volontari, stanno battendo un’area molto ampia, caratterizzata da campi, boschi e sentieri collinari.
Fondamentale il lavoro dei cani molecolari, che hanno già setacciato numerose zone considerate sensibili dagli investigatori.
Anche il Comune di Teolo è attivamente coinvolto. Il sindaco Valentino Turetta e la vicesindaca Graziella Quagliato hanno confermato il supporto costante alle operazioni, spiegando che il raggio delle ricerche è stato ulteriormente ampliato dopo una nuova riunione in Prefettura.
Un’attesa carica di domande
La scomparsa di Annabella Martinelli resta, al momento, un enigma doloroso. Le due pizze, la lunga distanza percorsa in bici, il telefono spento e quel tratto di territorio difficile da esplorare sono tasselli di un puzzle ancora incompleto.
La speranza condivisa è una sola: ritrovare Annabella viva. Nel frattempo, le indagini proseguono su tutti i fronti, nel tentativo di trasformare i punti oscuri in risposte concrete.

