Anna Tagliaferri: un altro nome nel lungo elenco dei femminicidi

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Anna Tagliaferri: un altro nome nel lungo elenco dei femminicidi

Un altro nome si aggiunge al lungo, terribile elenco di donne uccise da uomini che dicevano di amarle. Questa volta la vittima è Anna Tagliaferri, 40 anni, imprenditrice molto conosciuta a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno. È stata colpita almeno sei volte con un coltello da cucina dal compagno, Diego Di Domenico, suo coetaneo. Dopo averla ferita mortalmente, l’uomo si è suicidato lanciandosi nel vuoto dal tetto dell’abitazione.

La tragedia si è consumata nel pomeriggio, poco dopo le 16.30, nell’appartamento di via Ragone dove la coppia conviveva. Anna Tagliaferri è morta poche ore dopo in ospedale. Diego Di Domenico è deceduto sul colpo, finendo in un cortile adiacente allo stabile.

L’aggressione davanti alla madre

Alla scena ha assistito la madre della vittima, una donna di 75 anni, che ha tentato disperatamente di fermare l’aggressione, mettendosi tra la figlia e l’uomo armato. È rimasta ferita, ma non è in pericolo di vita. Il suo intervento non è bastato a fermare quella che si è trasformata in una mattanza domestica, consumata tra le mura di casa.

Quando i carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, guidati dal comandante Gianfranco Albanese, sono arrivati sul posto, la dinamica è apparsa subito chiara. Nell’abitazione è stato rinvenuto e sequestrato il coltello da cucina utilizzato per colpire la donna. Con ogni probabilità il pubblico ministero di turno disporrà l’autopsia su entrambi i corpi.

Una donna conosciuta e stimata

La notizia si è diffusa rapidamente in città, lasciando sgomenta l’intera comunità. Anna Tagliaferri era una figura molto nota e stimata a Cava de’ Tirreni. Imprenditrice, era titolare insieme alla famiglia della storica Pasticceria Tirrena, un punto di riferimento per generazioni di cavesi. Solo poche settimane fa aveva ricevuto un riconoscimento ufficiale dall’amministrazione comunale per il valore storico e imprenditoriale dell’attività.

Non risultano denunce, segnalazioni o precedenti che potessero far presagire un epilogo simile. Un elemento che rende la tragedia ancora più incomprensibile agli occhi di chi conosceva la coppia.

Il dolore della città e la decisione del sindaco

Sul posto è arrivato anche il sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, visibilmente provato. La sua prima decisione è stata quella di sospendere tutte le attività e le iniziative natalizie in programma in città. Una scelta simbolica ma netta, per segnare il lutto collettivo e il rispetto dovuto a una tragedia che ha colpito nel profondo la comunità. Il 6 novembre, il Sindaco Vincenzo Servalli aveva consegnato ad Anna Tagliaferri, in rappresentanza di tutta la famiglia e dei fratelli Osvaldo e Federico, una targa per celebrare la storica Pasticceria Tirrena di Cava de’ Tirreni, arrivata alla quarta generazione, con la seguente motivazione: “Custode della tradizione dolciaria cavese, da oltre 50 anni, coniuga arte, passione e innovazione, portando nel mondo il nome di Cava de’ Tirreni, attraverso la dolcezza delle sue creazioni. Pluripremiata eccellenza e alfiere della storia pasticciera cavese”.

«Di fronte all’ennesimo femminicidio-suicidio verificatosi, questa volta, a Cava de’ Tirreni – ha commentato la deputata di Fratelli d’Italia, Imma Vietri – non possono che prevalere dolore e sgomento. Alla madre della vittima, rimasta ferita, e a tutta famiglia rivolgo la mia più sincera e sentita vicinanza in questo momento di sofferenza indicibile». E precisa: «Si tratta di una tragedia che colpisce profondamente l’intera comunità cavese e che impone a tutti una riflessione seria e responsabile. È fondamentale continuare a lavorare con determinazione sul piano della prevenzione, della tutela delle donne e del contrasto a ogni forma di violenza».

A farle eco la senatrice del Movimento Cinque Stelle, componente della commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio, Anna Bilotti: «Sono sconvolta per il femminicidio-suicidio avvenuto a Cava de’ Tirreni – dice – sgomento, dolore, ancora una volta. È una strage senza fine. Ogni femminicidio rappresenta un fallimento collettivo. Alla famiglia della vittima e, in particolare, alla madre, rimasta ferita anche lei, e alla comunità di Cava de’ Tirreni, va la mia più sincera vicinanza». 

La città si è fermata. Negozi abbassati, silenzio, incredulità. Cava de’ Tirreni si è risvegliata improvvisamente più fragile.

Anna Tagliaferri e la strage che non si ferma

Il femminicidio di Anna Tagliaferri si inserisce in un quadro nazionale sempre più allarmante. Una sequenza di violenze che non conosce tregua e che continua a colpire donne di ogni età, estrazione sociale e contesto. Storie diverse, finali tragicamente simili.

Nelle stesse ore, un altro episodio di violenza contro una donna è emerso nel Varesotto. In questo caso, fortunatamente, senza esito mortale. Una donna di 50 anni è riuscita a salvarsi mostrando il segnale internazionale di pericolo mentre si trovava in auto con l’uomo che la perseguitava. L’uomo, 37 anni, è stato arrestato con accuse gravissime: stalking, violenza sessuale, violenza privata, rapina. Non si esclude anche il sequestro di persona.

Dalle indagini è emerso un quadro di violenze sistematiche, fisiche e psicologiche, protratte nel tempo, consumate anche alla presenza di familiari. Un’altra storia che racconta quanto la violenza possa diventare quotidianità, normalizzata fino a diventare invisibile.

Il nome di Anna non sia solo un numero

Anna Tagliaferri non è solo una vittima. È una donna, un’imprenditrice, una figlia. Il suo nome oggi si aggiunge a una lista che continua ad allungarsi, ma che non dovrebbe mai essere ridotta a una statistica.

Ogni femminicidio lascia dietro di sé macerie che non si vedono subito: famiglie spezzate, comunità ferite, silenzi che pesano più delle parole. A Cava de’ Tirreni, questo pomeriggio, non si è fermata solo una vita. Si è fermata un’intera città.