Angri. Si è spento Giovanni Savi: Un comunista, un sognatore, l’ultimo reduce

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Quando nel 1991 ascoltai per la prima volta “Qualcuno era comunista”, scritta da Giorgio Gaber, aveva secondo me, giusti presupposti e tante ragioni e diversi contesti alla base della scelta comunista.

Nota è la strofa che riguarda Berlinguer: “Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona” oppure un’altra che dice: “Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari”.

Naturalmente si tratta di scelte politiche che vanno oltre i propri ideali, e per Giovanni Savi classe 1924, seguiva da giovane, Amendola, Ingrao, Jotti, Napolitano, Pajetta,Berlinguer.

Tanti messaggi di cordoglio e stima sono giunti attraverso il social anche dal Sindaco ing. Cosimo Ferraioli,che ha ricordato la sua “simpatia umana”.

Anche altri politici, amici simpatizzanti di “nonno” Giovanni hanno espresso stima e apprezzamento per la figura di Savi.

Conservo una sua intervista che oggi pomeriggio ho rivisto con commozione.

Alla famiglia un caro abbraccio in ricordo di un “Compagno”amico.

Una scelta di vita politica che compie da solo, ma matura con gli anni e possiede un realismo abbinato alla possibilità di prefigurare anche nuovi equilibri di sistema.

In fondo è stato consigliere comunale  per un ventennio.

La sua idea di uomo storico prolungata oltre la fase di emergenza della secondo conflitto mondiale.

A posteriori possiamo ritenere errata la linea della fermezza sostenuta dal Pci (in ogni caso fu una scelta sofferta) durante il sequestro Moro che impedisce di avviare una trattativa per salvare il prigioniero.

Proprio oggi ricorre il 40° anno anniversario del sequestro dello statista della DC, eroi da non dimenticare, vissuti negli anni di piombo.

Una storia di vita vissuta nella nostra comunità, consigliere comunale del Partito Comunista Italiano, dal 1955 al 1975, ex dirigente del Pci, Presidente Onorario del gruppo O’Revotapopolo, socio dell’Associazione Combattenti e Reduce sezione di Angri e ultimo reduce della seconda guerra mondiale, Giovanni Savi, forse l’unico Angrese amico del Presidente Giorgio Napolitano.

Quest’eredità contesa dalla stessa passione politica con il Comandande Costantino Scudieri, Ciccio Bonaventura e mio nonno Lugi Amendola, altro non è che la prova della grandezza storica a ventitré anni dalla sua scomparsa faranno come tanti altri figli di questa terra, ne parlammo alcuni mesi fà, lo incontrai a Corso Italia.

Mi diceva, con il nonno Luigi siamo stati grandissimi amici di cortei e politici, tante idee quante volte volevamo spiccare il volo,ma non è stato mai possibile, oggi no, niente rimpianti.

Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare come dei gabbiani a raso sulle onde del mare. E ora?

Voglio ricordarlo con una doppia personalità parte uomo e dall’altra il gabbiano, quel gabbiano che non è mai riuscito a volare perché ormai il suo sogno si è spento con lui.

Tanti uomini fiduciosi nell’amare un solo partito, quella bandiera rossa con con i simboli della  falce e il martello che rappresentavano l’unità fra i lavoratori delle città (martello) e quelli delle campagne (falce).

Arrivederci “Compagno” Savi.