Il suo caso era finito, oltre che al vaglio della procura di Nocera Inferiore, anche all’attenzione dei canali di La 7, che aveva raccontato i contenuti di una denuncia, con tanto di intervista congiunta tra lei – la signora Anna Pauciulo – e l’ex sindaco di Angri, Pasquale Mauri. Al centro della diatriba, la scomparsa dei resti della bisnonna della donna dal loculo di famiglia. Per quei fatti ora, il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti ha chiesto al gip di archiviare tutto, non avendo ravvisato elementi tali da esercitare un’accusa in dibattimento. Il caso sarà ora vagliato dal giudice per l’indagine preliminare il prossimo marzo, in virtù di una corposa memoria difensiva presentata dall’avvocato di fiducia della donna, Aniello Novi. I fatti risalgono ad un paio d’anni fa, quando il parente in questione, nel recarsi al cimitero, scoprì che i resti della bisnonna erano scomparsi dal loculo di famiglia. Circostanza che spinse la donna a sporgere formale denuncia nei confronti dell’allora responsabile del cimitero, oltre che nei riguardi del comune di Angri. La procura aprì un fascicolo con l’ipotesi di reato di omissioni e rifiuto d’atti d’ufficio, iscrivendo formalmente nel registro degli indagati diverse persone.
La procura, nella sua richiesta d’archiviazione, ha motivato l’assenza di indizi di reato: stando alle indagini del pm Cacciapuoti, “contrariamente a quanto sostenuto nella denuncia“, il responsabile del cimitero aveva ricostruito la vicenda del loculo 180, grazie ad una lettera inviata al segretario generale e ai responsabili dei servizi interessati. In quella nota, spiegò che attraverso una consultazione dei registri degli atti dello stato civile e da accertamenti presso il cimitero, era emerso che il trasferimento delle spoglie della defunta fu disposto nel 2003. Dunque, diversi anni prima della denuncia presentata dalla donna. Il trasferimento sarebbe avvenuto per volontà di un’altra parente, una pronipote. Inoltre – stando sempre a quella ricostruzione – si appurò che all’interno del loculo vi erano le spoglie mortali di un coniuge della denunciante. E che tra quest’ultima e l’altra pronipote, vi sarebbe stato un accordo “bonario” per riportare nel loculo originario le spoglie della prima defunta.
La procura cita poi un’altra nota, a firma del responsabile dell’UOC Patrimonio, che nel ricostruire nuovamente la vicenda, affermò che il contenuto del loculo 180 risultasse “coerente con la titolarità della concessione”, ma che fossero in corso accertamenti finalizzati a stabilire dove fossero state trasferite le spoglie della defunta “scomparsa”. Che indirettamente, almeno, confermava i dubbi della denunciante: e cioè che i resti della sua bisnonna non erano stati effettivamente trovati.
Per la procura, insomma, nessun funzionario del Comune si sarebbe macchiato del reato di “omissione in atti d’ufficio”, nè vi sarebbero incoerenze tra la presenza dei defunti e i concessionari del loculo in questione. Tuttavia, sarà il gip a valutare se disporre nuove indagini o accogliere l’istanza di archiviazione della procura. Il legale di fiducia della signora Pauciulo, Aniello Novi, ha presentato una memoria difensiva che sarà valutata in camera di consiglio. Al suo interno, vi sarebbero diverse contestazioni legate proprio alla richiesta della procura. Una su tutte, la conferma indiretta che i resti del parente della donna erano ancora oggetto di ricerca.

