Angri – “Reborn dolls”: i capolavori di Natalya Osadchuk e Olga Rodriguez

C’era una volta una bianca cicogna che distribuiva i neonati alle  mamme, ai papà  ed ai fratellini … oggi c’è l’arte meravigliosa e pregna di dolcezza di Natalya Osadchuk.

Se è vero che la perfezione appartiene soltanto all’Altissimo, si può affermare con cognizione che le realizzazioni di Natalya sono divine. Un lavoro artigianale talmente accurato da confondere l’osservatore. Dal colorito della pelle agli arrossamenti tipici dei neonati; le vene, i capillari, le rughette della pelle appena uscita dal ventre materno: diventa facile credere di avere innanzi agli occhi un bambino appena nato ed invece si tratta delle “Reborn dolls” realizzate dalla Osadchuk.

Il processo di creazione è lungo e richiede cura e precisione per ottenere un risultato tanto vicino al vero. Ogni strato di colore, ogni particolarità viene sigillato con un processo di cottura in forno. I capelli, di morbida lana pregiata, sono inseriti ad uno ad uno con un ago apposito seguendo il metodo rooting.

Per riprodurre il peso e la ‘consistenza’ di un neonato, le bambole sono appesantite con delle microsfere di vetro e polyfill. Anche la scelta del ‘corredino’ è importante per la verosimiglianza della doll.

Per i vestitini delle sue Chicche, Natalya si affida alle creazioni fatte a mano da Olga Rodriguez. È fondamentale che le “Reborn Dolls” si confondano con un neonato vero in quanto, oltre ad essere amate dai collezionisti, esse hanno soprattutto scopi terapeutici.

La bambola è impiegata per suscitare emozioni producendo pensieri di dolcezza, gioia ed empatia in chi entra in contatto con essa. Nasce così la “Doll Therapy” per curare stati d’ansia, depressione, condizioni di apatia ma pure l’Alzheimer, demenza senile, patologie psichiche con disturbi del comportamento.

Nelle persone affette da autismo, le Reborn dolls portano ad un incremento dei sistemi di accadimento e protezione. A volte vengono usate da mamme che hanno perso il loro bambino e necessitano di un sollievo momentaneo per metabolizzare il distacco e la perdita. Vengono utilizzate nei corsi pre parto o per abituare i bambini all’arrivo di un fratellino o sorellina.

Queste inconsuete realizzazioni sono state oggetto di una mostra tenutasi il 29 ed il 30 luglio nei locali dell’Osteria “La Cantina” ad Angri durante la quale la stessa Osadchuk ha dialogato coi visitatori rendendoli partecipi delle tecniche di realizzazione e dell’uso terapeutico delle bambole.

Per info visitate le pagine Facebook

  • Reborn doll by Natalya Osadchuk  >>>> QUI
  • Fatto a mano da Olga Rodriguez >>>> QUI