Angri. Non vuole la multa: “Sono un dipendente comunale”. Rischia il processo

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Si rifiutò di comunicare le proprie generalità, aggredendo poi il vigile che stava per elevargli una contravvenzione. Aveva sostenuto che essendo un dipendente comunale, non poteva essere multato. I fatti risalgono al 2012 e vedono protagonista un dipendente del comune di Angri, sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio – mediante imputazione coatta decisa dal gip dopo un’iniziale archiviazione della procura – che sarà discussa il prossimo 25 ottobre. Il protagonista è un 54enne impiegato presso il comune, sottoposto anni fa ad controllo da parte della polizia municipale. Stava guidando in una zona a traffico limitato e l’agente – come da regolamento – lo fermò. Ma alla richiesta di fornire indicazioni sulla propria identità personale, l’uomo si rifiutò, non esibendo i documenti richiesti. Il motivo? La sua posizione lavorativa: quello di dipendente comunale. Per questo, è stato accusato di rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale, reato disciplinato dal codice 651 del codice penale

Alla vigilessa disse testuale: «Non mi puoi fare la contravvenzione perché sono un dipendente comunale». Ma dopo aver visto che l’agente era intenzionato ad elevare la multa per aver circolato in una zona a traffico limitato, l’impiegato scese dall’auto e le mollò uno schiaffo in pieno volto, facendole anche cadere il blocchetto dei verbali. L’aggressione fu placata solo con l’intervento di un secondo agente. Per questo, risponderà anche di violenza e minaccia a pubblico ufficiale.