Chi prova piacere nel leggere, non può non accorgersi che ovunque si parli di Angri (che sia la carta stampata, i magazines di news online, i blog o i profili social riconducibili a testate giornalistiche), le riserve nei confronti di questa amministrazione, sono palesi e continuative nel tempo.
Chi non si ferma ai titoloni ma si addentra nei meandri del pensiero (giornalistico e non), si accorge che esiste un dissenso generale, una critica piuttosto marcata, un’evidente insoddisfazione nei confronti dell’attuale gestione della cosa pubblica cittadina. Fin qui tutto parrebbe normale: è ovvio che dove ci sono delle scelte democratiche, essere in disaccordo è proprio una peculiarità della democrazia in quanto tale; ma ad Angri non succede questo: qui da noi il problema è che non si fanno scelte, non si decide, non si propone, non si progetta, non si guarda al domani, in realtà non si fa niente.
Abbiamo un capitano, degli ufficiali ed una ciurma che se ne stanno sulla tolda della nave, mentre sottocoperta i rematori remano. Se si deve affrontare il mare calmo, siamo tutti bravi (specialmente loro); se si deve affrontare una tempesta, siamo tutti in gamba (specialmente loro); se si entra in un porto, siamo tutti benvenuti (specialmente loro); se si naufraga, siamo tutti incolpevoli (specialmente loro) tranne le passate amministrazioni.
Chi è in grado di formulare un pensiero critico, prova a stimolare positivamente i comportamenti degli amministratori, invita ad effettuare delle scelte in grado di poter migliorare la vita dei residenti, stuzzica l’intelligenza degli eletti richiedendo progettualità e visione futura. E, se da un lato fa piacere che vi siano tante voci, dall’altro lato è una sconfitta per tutti che vi siano anche tanti sordi.
Forse un tempo passato, quando la comunicazione era solo propaganda, tutto era più semplice: un solo telegiornale diffondeva le notizie nella forma e nella sostanza più congrua al governo in carica, ed il cittadino si limitava a rassegnarsi, come il rospo nel solco; ma oggi, quando la pluralità di informazione dovrebbe rendere tutti più liberi ed eliminare radicalmente la rassegnazione, paradossalmente si raggiunge lo stesso obiettivo che equivale all’appiattimento della notizia: tutti parlano ma nessuno ascolta.
Per quel che riguarda la nostra amministrazione, sicuramente antifascista e liberale, il loro operato fa venire in mente una celebre e disgraziata citazione riconducibile al ventennio: “Noi tireremo diritto!”. Ma dove tutto questo ci porterà, non ci è dovuto saperlo. O forse sì, perché si sa che le vie non sono sempre dei rettilinei, prima o poi una curva bisognerà affrontarla ed il rischio di uscire di strada sarà molto grosso; speriamo che almeno l’assicurazione paghi i danni, fermo restando che il successivo aumento della polizza toccherà comunque a noi pagarlo.

