Angri. I Racconti Carmine Lanzieri Battaglia. “L’importanza di essere onesto”

0
401

Chi scrive è responsabile due volte. È responsabile verso chi legge perché chi legge crede in quello che viene scritto ed è responsabile verso sé stesso perché nel testo ci si gioca la propria credibilità.

Se poi nel testo vengono riportate delle citazioni o attribuite delle notizie con tanto di nome titolo e cognome, si diventa responsabili per la terza volta perché si parla a nome e per conto delle persone citate.

Chi asserisce, tra l’altro senza firmarsi, e spacciandolo per un “assioma”, un fatto che risulta essere esattamente il contrario, oltre ad essere in malafede dimostra uno scarso rispetto per tutti “gli attori” nominati nel prologo di cui sopra. È quello che è successo su una pagina Facebook (dal pomposo titolo “Eventi Comune di Angri) dove, nel tentativo tra l’altro più che legittimo, di promuovere e sostenere l’iniziativa di un giovane neolaureato angrese, l’autore del post ha voluto metterci del suo attribuendo ad un accademico (Professore Emerito di storia medievale) una “terminologia” che non gli appartiene.

Il prof. Giovanni Vitolo, citato nel post in questione, ha più volte sostenuto, sia con interventi a braccio sia con relazioni su varie pubblicazioni, che il “monumento” che si affaccia su Piazza Doria è un Palazzo Signorile; non ultimo nel suo scritto pubblicato sul catalogo “Villa Doria: Cinque artisti un tempo nuovo”, lui sostiene chiaramente “…per cui sono del parere che sia preferibile la definizione di Palazzo Doria, che è peraltro quella adoperata dagli stessi Principi Doria, come risulta chiaramente da documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli…”.

L’eterno dilemma se sia meglio castello o palazzo, probabilmente non sarà mai risolto, anche perché a far da contraltare alle argomentazioni storiche (che lo vogliono palazzo) risulta esservi un’abitudine ormai radicata nel linguaggio del popolo (che lo preferisce castello).

Il problema di fondo di tutta la querelle, sta nel fatto che non è giusto abusare del nome altrui per sostenere le proprie tesi.

Che il progetto presentato a Castello-Palazzo Doria sia originale, realizzabile, congruo, interessante o altro, purtroppo scivola in secondo piano, offuscato da “una penna” anonima che tra l’altro inganna fin da subito il visitatore della pagina Facebook, avendo manipolato il logo del Comune di Angri, ed ergendosi a testimone degli eventi angresi, quando è evidente l’intenzione di mettere in luce solo ciò che interessa a lui.