Angri – Elezioni 2020. In città c’è fermento

Il quadro politico doriano è in fermento per la prossima competizione elettorale del 2020,

con le principali forze politiche impegnate a raccogliere adesioni e possibili alleanze.

Il primo a scendere in campo sarà il sindaco uscente Ferraioli che già in qualche occasione ha annunciato la propria candidatura, alla guida della forza politica locale, con Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Il colpo di scena stando ad indiscrezioni, è il probabile ingresso del Prefetto Umberto Postiglione, con l’obiettivo di risolvere i vari problemi presenti sul territorio, chiedendo all’interno del Partito con cui si presenterà ad avere la leadership.

Di seguito alla consultazione elettorale circola quella del dott. Pasquale Mauri, sempre più accreditato come possibile concorrente alla corsa elettorale, nonostante le richieste di creare una coalizione unitaria di centro sinistra.

Sull’altro fronte ancora c’è poco di definito, la corsa a palazzo di città del giovanissimo Alberto Milo, come in più occasioni, ha dichiarato di lavorare a un programma che fino ad oggi, gli altri candidati non si sono espressi in merito, lasciando un punto interrogativo che probabilmente toglieranno a breve.

Si preannuncia una lotta serrata, una competizione molto affollata che rende gli esiti della votazione per nulla scontati.

Da tenere in considerazione le polemiche che hanno attraversato la città dal 2015 ad oggi sotto il governo Ferraioli, sia stata una fucina, che man mano abbia forgiato un grande numero di concorrenti, pronti a ricandidarsi con il prossimo candidato sindaco, altri invece puntano direttamente alla fascia tricolore.

La possibilità che nella competizione del prossimo anno prenda parte anche una rappresentante del gentil sesso.

Oggi l’analisi è stata la convenienza che, per sua natura, tiene insieme finché non arriva una folata di vento un po’ più forte delle altre a spazzare via tutto e tutti, proprio perché mancano le fondamenta.

I rapporti creati, la stima ottenuta, i riconoscimenti avuti restano nel tempo, le parole passano e con loro il ricordo, smarrendo anche la percezione del vero valore democratico.