Angri. Doppi festeggiamenti in città: 6 gennaio Befana, e i 90 anni del gruppo folkloristico O’Revotapopolo

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Ad Angri la riscoperta delle coloratissime e intense esplosioni di allegria lo si deve ad una banda folkloristica, un gruppo formato da giovani e non, tutti angresi che uniti da tanta voglia di far divertire le tante persone che si riversano nella città.

Dopo due anni di attesa dovuta alla pandemia, il gruppo si prepara a riportare la carica adrenalitica della Festa della Befana.

Nel lontano 1933, il 1° gennaio in via Risi, alcuni amici e fratelli decisero di dare vita ad un piccolo gruppo musicale, occorreva un gruppo folkloristico, qualcosa che allietasse quelle giornate (forse monotone) da trascorrere tra antichi Casali di Angri, dalle millenarie tradizioni, e le strade polverose della cittadina doriana.

Si creano i costumi, i primi strumenti creati da ogni fantasista artigiano nel suo genere, custode attento ancora oggi dei più antichi sodalizi in Campania.

Tanta la strada fatta dal 1933, quando il gruppo nasce la“banda degli artisti”, della famiglia d’Ambrosio, con la denominazione che cambia molti anni dopo, diventando nel 1969 gruppo folkloristico O’ Revotapopolo, grazie all’intuizione del prof. Gaetano Marra, quando dal ritorno da un raduno di gruppi folkloristici organizzato a Maiori suggerì al fondatore di cambiare nome, visto il successo ottenuto durante la sfilata: “quando passa il gruppo, il popolo si “arrevota”, ha fatto della “muina”, chiamalo O’ Revotapopolo”.

Il prof. dipinse amalgamando i suoi colori, l’insieme dei componenti di allora, costumi, suoni, usi e tradizioni, ne venne fuori così l’orgoglio della nostra terra.

Le tradizioni popolari e folkloristiche del gruppo O’ Revotapopolo, nel corso degli anni, hanno saputo conquistare grandi platee, dai molteplici raduni al grande schermo e così via.

Divisa del 1933 quella Indiana
Divisa Napoleonica
Divisa Messicana

La prima divisa del 1933 quella indiana, poi successivamente la divisa Napoleonica, Messicana, Veneziana e poi quella ufficiale di Pulcinella, alternato con quello della “campagnola” hanno dato la giusta identificazione della tradizione popolare del gruppo.

Strumenti costruiti artigianalmente fatti a mano, tamburelli ricavati da vecchie latte, vecchi water trasformati in percussioni, tavole di legno con piccole corde di metallo trasformate in violino, pentole, coperchi, attrezzi in disuso, venivano fuori triccaballacche, scetavaiasse, grancassa, puti puti, molti in uso ancora oggi che penetra nell’anima.

A distanza di oltre un secolo continuano ad essere utilizzati dopo un’attenta opera di ristrutturazione.

Il resto lo si conosce a memoria, 1933 / 2022, 90 anni di “muina”, un tesoro di inestimabile valore.

Tanto si deve ai veri artefici che con caparbietà hanno superato momenti critici in questi lunghi anni, la triade era così composta, Gerardo D’Ambrosio (Gerardo è Ginone), Carmine D’Apice (Carminuccio è don Anzelmo) e Gerardo Belletti (Ciaciariello), il coraggio di misurare il proprio amore per la loro città, un manipolo di amici che man mano andava rinforzato con altri componenti ed amici creando quell’armonia di stare tutti insieme, anche dopo la loro dipartita il gruppo ha continuato la sua “mission”, quella di portare allegria e voglia di vivere.

A soffiare sulle 90 candeline di storia sono tanti i ricordi delle “uscite”, che si possono ammirare nel vasto archivio fotografico del gruppo, apparizioni cinematografiche e televisive, sfilate oltre Oceano, in Europa, in America al Columbus Day e nei principali carnevali in Italia, hanno sempre riuscito a coinvolgere i tanti presenti nei ritmi e motivi musicali del vasto repertorio partenopeo.

Il gruppo, “folk” è composto da 43 elementi, per decenni ha rallegrato e colorato le strade di mezzo mondo una tradizione artigianale che ha resistito alla tecnologia e ha continuato entusiasmare platee di ogni età.

Il 6 gennaio arriva la Befana 2023, quanta fatica, quando sudore, quante prove, quanti km percorsi, quante feste, quanti sacrifici e quanto amore.

Questa è una grande storia, la storia di un gruppo storico coronato da successi, trionfi e riconoscimenti, per dare una continuità generazionale, ma per consentire ai più giovani di approcciarsi al mondo dei canti e dei balli tradizionali della nostra città.

Per farli innamorare del nostro storico folklore, ci appelliamo alle forze politiche ed imprenditoriali per mantenere in vita questa istituzione cittadina che con i suoi 90 anni di giovinezza è divenuto l’orgoglio di un’intera città.

Testo e foto sono di JeanFranck Parlati Copyright © 2023 Tutti i diritti riservati.