Tenutosi presso la Casa del Cittadino, il consiglio comunale monotematico, sulla figura di don Enrico Smaldone, in occasione dei 104 anni dalla sua nascita.
Inutile sottolineare quanto sia ancora vivo nella cittadinanza angrese il ricordo di quest’uomo-sacerdote che coinvolse un intero paese in quella follia dolcissima che si chiamò e si chiama Città dei Ragazzi.
Il consiglio, aperto al pubblico, ha visto gli interventi in prima battuta di molti cittadini che hanno dato la loro testimonianza diretta o indiretta su don Enrico.
Particolari e toccanti gli interventi sintetici e accorati di due “cittadini” della città dei ragazzi che ancora si emozionano al solo citare il nome del loro “padre putativo” .
E ci riferiamo al signor Salvatore Buono al signor Enzo Del Sorbo.
Particolare invece gli interventi di coloro che, per ovvi motivi anagrafici, non hanno conosciuto don Enrico, e avendone sentito solo parlare in modo blando, hanno riconosciuto che l’unico modo che hanno avuto per informarsi su tale figura è stato quello di leggere il libro “Lumascuro, il prete della Città città dei ragazzi” a firma di Maria Rossi.
In questo romanzo che altro non è che una biografia romanzata, come chiarisce l’autrice, Maria Rossi, i cui fatti narrati sono veri, i lettori hanno ritrovato l’essenza di don Enrico, quella che il tempo rischiava di cancellare per sempre.
Il romanzo infatti ha avuto una genesi lunga e tormentata, proprio perché nel rispetto della verità storica, l’autrice ha interpellato i protagonisti della vita di don Enrico, prima che morissero, e ha raccolto le loro testimonianze.
E dalle parole di Agnese Adinolfi, di Filippo Smaldone, di Alfredo Postiglione, di Benedetto Sarrracini, di don Alfonso Raiola, è nato Lumascuro, il prete della Città dei città dei ragazzi.
Nel loro intervento, molti consiglieri comunali e il sindaco stesso hanno ratificato che questo romanzo è stato una sorta di ciclone, un tornado che ha trascinato nel suo vortice di riproponimento della figura di don Enrico a tutta la città di Angri.
Il sindaco, in particolare ha sottolineato come il romanzo oltre a dare lustro alla figura di don Enrico, rende protagonista tutta la città di Angri con le descrizioni di luoghi, di vissuti di persone e di linguaggi che hanno caratterizzato e caratterizzano la storia del nostro paese.
Ma più di tutti, i ragazzi del Liceo “don Carlo La Mura” con il preside Filippo Toriello, nel loro intervento e con la proiezione del video da essi prodotto, hanno ancor più ratificato quanto quel romanzo sia la strada che porta alla presentazione di don Enrico a chi oggi ha solo 15 anni.
Un mezzo per “cominciare “ a conoscere un personaggio che, inevitabilmente conquista il cuore di chi lo legge in quelle pagine che, col loro lirismo imprimono un’impronta indelebile ratificando che “l’urne de’ forti accendono l’animo a grandi cose”.
Luigi Novi

