ANGRI – C’È LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

Voci di corridoio affermano che nelle prossime ore potrà essere sciolto il Consiglio Comunale nella cittadina Doriana.

Una vera delusione sul fronte non solo amministrativo dell’era Ferraioli, ma anche dei cittadini che avevano posto fiducia nella persona dell’Ing. Cosimo Ferraioli.

Una storia simile se è registrata anche nel comune di Pagani, dove a farsi da parte, dopo la sentenza del tribunale di Nocera Inferiore è stato il sindaco Alberico Gambino.

Anche la posizione di Canfora a Sarno potrebbe essere a rischio per la Severino. Era il 18 Luglio del 2019 quando il sindaco Ferraioli dichiarò – “Questa amministrazione ha sempre operato con scienza e coscienza nell’interesse della comunità, c’è in questa città un gruppo di persone, facilmente identificabili in volti e nomi noti, che da anni opera nell’esclusivo personale interesse nella gestione di un potere che vuole essere semplicemente giustificato da un voto elettorale”.

Successivamente ci fu il Tribunale Amministrativo che decise di rinviare al prossimo 11 settembre l’udienza relativa al ricorso presentato dal sindaco Cosimo Ferraioli avverso gli atti approvati in consiglio comunale dai gruppi di minoranza.

Nel frattempo, arrivò in città il Commissario prefettizio, Alessandro Valeri.

Un terremoto politico che ha scosso di nuovo per la quarta volta lo scioglimento del consiglio comunale.

Postiglione, La Mura e Mazzola, Ferraioli oggi, a differenza degli altri due comuni limitrofi, ad Angri il consiglio viene sciolto per una inerzia burocratica una situazione generata dalla bocciatura del rendiconto.

Inutile la nota, curata dal legale Fortunato, dove il primo cittadino Ferraioli aveva chiesto l’annullamento delle delibere di consiglio comunale del 21 giugno e del 1 luglio in cui la minoranza ha bocciato il rendiconto.

Ora toccherà al Commissario Alessandro Valeri guidare l’ente comune fino alle prossime elezioni del 2020. Con questa notizia, si chiude definitivamente una pagina Angrese importante dell’era Ferraioli.