Angri – Carnevale, la morte di una città abbandonata

La domenica di Carnevale si consuma tra l’indifferenza e la desolazione totale nella nostra cittadina. Mentre in altri paesi del circondario, Pagani, Nocera, Sarno, Sant’Antonio Abate, San Valentino Torio, Striano, allietano la domenica con carri allegorici e manifestazioni riservate ai bambini, nella nostra città vige il più totale silenzio tra l’ indifferenza dei cittadini.

Solo attraverso l’azione volontaria di alcune associazioni locali in mattinata, nella villa comunale c’è stata l’occasione per far divertire bambini in un ambiente di sana allegria, musica e balli, grazie alle associazioni Nomos, Prometheus e alle guardie ambientali di Angri. Nessun monito arriva dal settore politiche sociali, nessun coinvolgimento dell’ente, ma la vita cittadina pulsa grazie ad associazioni e commercianti.

Ma i contributi da elargire alle associazioni per eventi che avrebbero movimentato la città non ci sono?

Solo nel 2015 il passaggio ed il coinvolgimento in piazza con i carri allegorici aveva reso speciale per alcuni anni il Carnevale ad Angri. L’allora amministrazione Mauri, dando un contributo, aveva reso armoniosa la sfilata di pochi carri fatti arrivare dalla vicina orto Loreto, ma da alcuni anni, purtroppo, non è stato più possibile tutto ciò.

Un continuo lamentarsi di cittadini infastiditi dalla musica troppo alta e rumorosa al passaggio dei carri, hanno tolto questi momenti di allegria per grandi e piccini.

Un’attrattiva per la città, che popolava piazza Doria, uno dei tanto sospirati “eventi” che a volte si vanno a cercare altrove, portando soldi per la sosta o per sorseggiare un caffè.

E ‘saputo da decenni che prima di assumere ogni decisione, l’Amministrazione comunale dovrebbe confrontarsi con le associazioni, i commercianti, i privati per gli eventi da organizzare nella propria città, non di creare una barriera al dialogo, come è emersa l’impossibilità di trovare accordi anche per quest’anno.

Il confronto e la collaborazione reciproca hanno permesso di non trovare una soluzione soddisfacente per regalare alla città doriana un paio d’ore di gioia e spensieratezza alle famiglie e soprattutto ai bambini.

C’è ancora tempo per ripensarci, e pazienza se arriverà qualche brontolio.

Non sempre si può sacrificare l’interesse dei molti per l’unanimità dei pochi, così come pare sia successo.

Non fare è sempre la via più facile per poter dire di aver fatto bene, spesso ci ritroviamo catapultati in una città deserta, ed è vero, è sotto gli occhi di tutti, almeno per una domenica potevano trovare un Carnevale.