Angri, beni confiscati: lite tra maggioranza e opposizione per l’operato del dirigente!

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Fuoco incrociato tra esponenti di maggioranza e opposizione in merito all’operato del responsabile dell’unità operativa complessa “Patrimonio”, Giovanni Losco, finito al centro delle contrapposizioni politiche per i tempi di attesa relativa alla pubblicazione del bando per l’affidamento dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

L’iter è durato due anni fino al punto da spingere il consigliere comunale di maggioranza, Giuseppe Del Sorbo, a scrivere una nota alla Prefettura di Salerno circa le mancate risposte del dirigente comunale a diverse richieste di informazioni protocollate da Del Sorbo.

L’intervento della Prefettura, attraverso note inviate al Comune di Angri, ha contribuito, di fatto, a dipanare i dubbi dell’esponente della civica “Noi con Cosimo” fino ad arrivare alla pubblicazione del bando tanto atteso. La decisione del consigliere di maggioranza di scrivere al Prefetto non è stata gradita ad alcuni esponenti della minoranza che, a giochi fatti, hanno preso le difese del dirigente Giovanni Losco.

“Imbarazzante è il modo con cui si nega l’evidenza, l’incapacità di dettare linee programmatiche di governo, sottolineando in maniera “strumentale obiettivi non raggiungibili” – si legge nella nota del gruppo “Progettiamo Angri” composto da Domenico D’Auria, Roberta D’Antonio e Vincenzo Ferrara -. Le dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza circa il riutilizzo di beni confiscati alla camorra sono a dir poco imbarazzanti per il Sindaco e l’intera maggioranza.

“Il gruppo dei tre “progettisti” è intervenuto in merito alla questione beni confiscati, accusandomi di aver avuto un atteggiamento imbarazzante e di “voler sbattere sui giornali qualche difficoltà di un funzionario in segno di vittoria – sottolinea il consigliere comunale Giuseppe Del Sorbo – ai tre valorosi consiglieri vorrei solo ricordare che l’aver scritto e sollecitato più volte il dirigente in questione senza ricevere le opportune risposte mi ha spinto a chiedere l’intervento di altri organi e così abbiamo ottenuto la pubblicazione dell’avviso. Ho semplicemente svolto il ruolo di consigliere comunale che mi è stato attribuito dai cittadini. Farò sempre così. Sarebbe questa la mia colpa? Forse i tre sono abituati ad agire diversamente per ottenere risultati in tempi più celeri? Stanno difendendo il dirigente da cosa precisamente? Dal fatto che un consigliere si è permesso di scrivergli? Che strano!”.