Angri. Accesa una fiammella di speranza, realizzato un pozzo in Burkina Faso

Dopo sei anni finalmente è stato inaugurato stamattina in un villaggio della Savana nel Burkina Faso, un pozzo. Realizzato per permettere di dare acqua pulita a tutti (600 – 1000 unità), gli abitanti del popoloso quartiere di Tampellin, costretti a vivere oggi senza corrente elettrica e percorrere chilometri in assenza di acqua nel villaggio fino a ieri.

La situazione era molto seria, fino a pochi mesi fa basti pensare che bevevano acqua dagli stagni, raccolta direttamente o scavando a mano un pozzo e trasportata nei bidoni.            La raccolta per la realizzazione del pozzo è iniziata nell’autunno del 2011, grazie all’idea di giovani concittadini Giusy Giordano e Alfredo Albanese.

Durante uno dei tanti pellegrinaggi avvenuto a Medjugorje, viene formato un gruppo parrocchiale “Figli di Maria”, che insieme a tanti altri amici, tra cui il diacono Don Salvatore Verdoliva, decidono di realizzare questo progetto. Il gruppo fu accolto nella chiesa Madonna delle Grazie dall’ ex parroco Don Domenico D’Ambrosio, che entusiasta del progetto divenne parte integrante del gruppo. Dopo Don Domenico (trasferito nel 2015), arriva Don Ciro Galisi, che dopo attente valutazioni entra anche lui nel gruppo, diventando bandiera simbolo del progetto.

“Abbiamo percorso tante strade con entusiasmo – racconta Marino D’Amaro – ci siamo organizzati con tante raccolte di beneficenza, nei centri commerciali, nelle piazze e nelle sagre parrocchiali, negli eventi annuali, oltre al contributo di tanti benefattori che ogni mese lasciavano un contributo a piacere. Abbiamo raccolto la somma di 9.850.00, 8.750.00 per il costo della realizzazione del pozzo e 300.00 costo manutenzione annuale che sarà coperto per i prossimi due anni.

Oggi a distanza di sette anni, parlare del pozzo è un sogno, finalmente i nostri sforzi in Burkina Faso, ci hanno regalato una forte emozione, come quella provata durante il viaggio a Medjugorje dove si sono stese le basi per rendere l’acqua un bene prezioso.  C’ è bisogno di parlare e promuovere tante iniziative per gente che soffre”. Voglio ringraziare il gruppo” Figli di Maria”, Don Domenico D’Ambrosio, il diacono Don Salvatore Verdoliva, Don Ciro Galisi, l’associazione “Progetto Famiglia Cooperazione” che ci hanno coordinato in questa avventura, infine a tutta la comunità parrocchiale della Madonna delle Grazie i tanti concittadini e commercianti che hanno aderito al progetto.

Voglio chiudere con una frase di Madre Teresa di Calcutta: “Non è importante quanto si dona, ma quanto amore si mette nel donare”.

Un piccolo gruppo parrocchiale è partito per il Burkina Faso insieme a Don Ciro, per documentare con foto il grande evento dell’inaugurazione.

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