“Andrà tutto bene”. Il disegno contro il Coronavirus di Carlo e Davide diventa virale

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Di Alina Cescofra

Non c’è solo la paura ai tempi del coronavirus. Negli occhi dei bambini c’è la speranza, la voglia di ritornare alla normalità. La voglia di riabbracciare i nonni, le maestre e ritornare a sporcarsi le mani con gli amichetti della loro classe. Carlo e Davide sono due bambini di Boscoreale rispettivamente di 5 e 3 anni, che frequentano l’Istituto Comprensivo Cangemi e la Family School. 

In un disegno nel pomeriggio da impegnare raccontano la speranza dei più piccoli e come vedono il Coronavirus. Un arcobaleno e la scritta “Tutto andrà bene”, per loro il virus che fa tremare il mondo è solo questo. A postare il disegno e le foto dei bambini che felici stanno a casa, insieme ai loro genitori, è proprio la mamma dei due piccoli. 

Sorridono e scherzano fortunatamente i due fratellini, mentre fuori il momento è di quelli terribili. Papà Luigi e mamma Maria li tengono al riparo dalla tristezza, impegnandoli per tutto il giorno. E’ la famiglia ai tempi del Coronavirus, quella che di sera si ritrova stanca pur senza andare al lavoro, dove i piccolini hanno imparato a lavare le mani a non toccare gli occhi, la bocca e il naso e ad ubbidire ai genitori. Hanno già capito che solo così possono evitare che quel cattivone di virus possa arrivare da loro, come l’orco delle favole. 

L’amore ai tempi del Coronavirus sono gli occhietti vispi dei più piccoli, i colori su un foglio di carta e quelle mani da lavare subito anche se fino a poche settimane fa erano delle vere e proprie tavolozze. 

Oggi neanche Carlo e Davide possono permettersi di avere le loro manine colorate d’inchiostro, ma sorridono. “Tutto andrà bene” scrivono e quel cattivone di virus, come nelle favole, sarà finalmente sconfitto e loro potranno tornare a sporcarsi le mani in classe, senza più avere paura di abbracciare l’amichetto e dividersi la merendina. Anche per loro dobbiamo essere responsabili e coscienziosi e restare casa. Per Carlo, Davide e tutti i bambini di questa nostra Italia che devono riappropriarsi della loro infanzia che sta nei loro spazi.

NB. Le foto presenti nell’articolo hanno ricevuto la liberatoria dei genitori dei due bambini.