Ancora sospensione delle attività per le Fonderie Pisano. Si tratta di un nuovo stop di 60 giorni emesso dagli uffici di Palazzo Santa Lucia a seguito di alcune irregolarità riscontrate nella produzione, in particolare in relazione allo scarico delle acque e all’emissione di fumi potenzialmente dannosi per la cittadinanza che sarebbero 16 volte superiori alla norma.
Il rischio per le Fonderie, ora, è che questo stop della Regione possa diventare definitivo viste le continue prescrizioni violate dallo stabilimento nonostante le relazioni dell’Arpac.
Tanta soddisfazione da parte del comitato Salute e Vita che negli ultimi mesi ha preso nettamente posizione contro la famiglia Pisano attraverso presidi, spesso sfociati in violenza, e cortei organizzati a Salerno e nelle zone più a rischio.
L’ultimo, lo scorso sabato, ha visto protagonisti anche i bambini che insieme a studenti, esponenti politici ed ambientalisti, hanno sfilato per le strade della città per supportare le ragioni del comitato e dei residenti della Valle dell’Irno.
Intanto, questa mattina, i lavoratori delle Fonderie si sono riuniti dinanzi lo stabilimento per poi raggiungere le Prefettura di Salerno e reclamare i propri diritti.
A questo punto sembra essere necessaria l’organizzazione di un nuovo tavolo tecnico con Regione ed Arpac per discutere di un concreto progetto di delocalizzazione che andrebbe a favorire sia cittadini che lavoratori ponendo fine ad un disastro tanto ambientale quanto sociale, viste le 150 famiglie che rischiano di essere danneggiate dalla chiusura dello stabilimento.
Francesca Caso
