Anche a Nocera Inferiore i penalisti faranno astensione contro la “Spazzacorrotti”!

Da lunedì 21 ottobre iniziano i cinque giorni di astensione dalle udienze proclamata dalla Camera Penale “Cicchini – Guerra” di Nocera Inferiore, in adesione alla proclamata astensione in tutta Italia dall’UCPI (Unione Camere Penali Italiane) in segno di protesta contro l’imminente entrata in vigore della legge c.d. “Spazzacorrotti” che di fatto elimina la prescrizione dopo la sentenza di primo grado.

Non solo astensione dalle udienze: i penalisti del foro nocerino, infatti, attueranno una protesta – in linea con quanto deciso anche dalla camera penale salernitana – nella mattinata del 23 ottobre. Tutti in toga, dinanzi il palazzo di città, alle ore 9,30, invitando anche la popolazione civile a partecipare, dal momento che la prima ricaduta di questa riforma è proprio sul cittadino.

“I penalisti italiani hanno dal primo giorno denunziato con forza come quella riforma della prescrizione rappresenti una delle pagine più sciagurate della deriva populista e giustizialista del nostro Paese – si legge nel deliberato dell’UCPI, fatto proprio dalla Camera Penale Nocerina – giacché essa afferma il principio, manifestamente incostituzionale, secondo il quale il cittadino, sia esso imputato che parte offesa del reato, possa e debba restare in balia della giustizia penale per un tempo indefinito, cioè fino a quando lo Stato non sarà in grado di celebrare definitivamente il processo che lo riguarda”

Una vibrata denuncia che ha trovato l’appoggio e la piena condivisione da parte dell’intera comunità dei Giuristi Italiani: “oltre 150 docenti di diritto penale, processuale e costituzionale, e finanche Presidenti Emeriti della Consulta, hanno sottoscritto il nostro appello con il quale evidenziavamo al Presidente della Repubblica, al momento della promulgazione di quella legge di riforma, i plurimi profili di incostituzionalità; – è infatti chiaro a tutti, ivi compresa la Associazione Nazionale Magistrati ed il Consiglio Superiore della Magistratura nelle loro inequivoche statuizioni sul punto, che l’entrata a regime di un simile, aberrante principio determinerebbe un disastroso allungamento dei tempi dei processi, soprattutto a partire dal grado di Appello, giacché verrebbe a mancare la sola ragione che oggi ne sollecita la celebrazione.

Si tratta insomma di quella famosa “bomba atomica” cui l’allora Ministro Giulia Bongiorno paragonò la potenza devastatrice di una simile riforma (che purtuttavia aveva firmato e votato);(…) occorre invece ribadire che la prescrizione del reato rappresenta l’irrinunciabile rimedio alla patologia di indagini e processi che durano decenni. Se uno Stato non è in grado di definire un giudizio penale in dodici, quindici, venti, ventidue anni, la rinunzia al giudizio costituisce un dovere etico e giuridico in una società che voglia dirsi civile, alla quale ripugna l’idea che un cittadino possa essere tenuto al laccio di un giudizio penale per un tempo infinito, senza alcun rimedio ad un simile scempio”.

La comunità dei Penalisti italiani, però, auspica una soluzione in linea con le garanzie di difesa costituzionalmente preiste: “E’ certamente necessario un intervento legislativo efficace che riduca drasticamente i tempi di durata dei processi penali, senza ovviamente alcun pregiudizio per le garanzie costituzionali che assistono l’imputato nel processo”.

In concomitanza con i giorni di astensione, i penalisti del foro di Nocera Inferiore adotteranno come forma di protesta un presidio presso le aule di udienza sia per sensibilizzare l’opinione pubblica, sia al fine di dare la giusta eco alle ragioni della protesta.