Amianto “smaltito” nei pressi dell’ospedale Umberto I, la rabbia delle associazioni

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Impianto di smaltimento dell’amianto in pieno centro cittadino (per giunta vicino all’ospedale Umberto I) e ripristino del registro tumori Asl. Questi i due argomenti di una ricca conferenza stampa che si terrà stamattina a partire dalle 10.30 presso la sede dell’Associazione Malati d’Organo e Trapiantati di Nocera Inferiore, in via Libroia 52.

L’incontro è stato promosso, oltre che dall’AMDOT, dalla Pro-loco Nuceria Alfaterna, dal Tribunale diritti del Malato, da Cittadinanza Attiva e dall’Associazione Diabetici dell’Agro.

Tutti uniti per indicare alle persone l’esistenza di un impianto per lo smaltimento dell’amianto in pieno centro cittadino e, fatto che desta maggiore preoccupazione, in prossimità dell’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Ancora, nel corso dell’incontro si discuterà sulle sollecitazioni per il ripristino del Registro dei tumori dell’ASL SA i cui dati si sono fermati nel 2009.

“Proprio di fronte all’Ospedale Umberto I – si legge nel documento diramato dalle associazioni – è ubicata la ditta di manufatti di cemento “SAMACE” che occupa una superficie di proprietà dell’ex Orfanotrofio Militare, oggi acquisita al patrimonio della Regione Campania. La ditta sta eseguendo lavori di bonifica dell’amianto, autorizzati dalla Regione Campania, ma per l’esecuzione dei quali non si è a conoscenza se autorizzati anche dal Comune di Nocera Inferiore, per un importo di € 134.560,83. L’importo complessivo viene scalato dai canoni di locazione di € 2.474,01 che la ditta dovrebbe pagare mensilmente alla Regione stessa. Questo allarme per la salute pubblica – continua il documento – è emerso dalle risposte fornite dalla Giunta Regionale a diverse interrogazioni effettuate dall’on. Alberico Gambino tese a conoscere notizie circa l’utilizzo della superficie dell’ex Orfanotrofio Militare da parte dell’Ente Regione. L’emergenza salute è stato tema anche di un’altra interrogazione di Gambino nel chiedere notizie sul Registro Tumori di cui le associazioni chiedono a gran voce il ripristino”