Alla Francia va la Colpa del Mondo, cioè una finale senza le grandissime

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Nel gennaio del 1646, Etienn Pascal si ruppe una gamba scivolando sulla strada ghiacciata. Furono subito chiamati i Deschamps, due fratelli chirurghi, seguaci di Saint-Cyran, uno dei fondatori del movimento giansenista: convertirono Étienne al giansenismo. Ora non sappiamo se Didier Deschamps sia esattamente giansenista – ovvero sostenitore che senza la grazia divina c’è poco da fare – ma di sicuro è furbo e opportunista, come se il calcio italiano gli avesse iniettato praticità e cinismo, che lui subito ha assorbito nella sua seconda vita da mediano, vissuta macinando chilometri in panchina. La Francia è campione del mondo, nella finale russa non sta a dormire, supera la Croazia per 4-2. Un pizzico di fortuna con l’autorete altrui, il rigore non limpidissimo trasformata da Griezmann, la perla di Pogba, l’accelerata folle di Mbappè. Sul fronte opposto, il coraggio croato di sciorinare un bel calcio nel primo tempo e restare sempre a galla, prima con Perisic e poi con Mandzukic (gentile regalo portiere transalpino). Peccato che Subasic smarrisca la porzione miracolosa e rigorosa dei turni precedenti… A Nocera chi non ha tifato Croazia ha tifato Pogba, che secondo i racconti di Pitino (l’uomo dalle giacche spettacolari) era stato richiesto dai rossoneri in caso di ripescaggio post retrocessione in B (all’epoca Conte lo vedeva poco). Con l’aggiunta di Raiola, suo procuratore angrese che nacque a Nocera Inferiore. Sciabolata di elogio, alla Piccinini, per Paul: finalmente super anche nel centrocampo a 2. Altrove avranno tifato per i ventilatori e i condizionatori: oggi faceva troppo caldo per battere le mani alle due squadre migliori o meno peggio rimaste in lizza. Attenzione ai piani di Infantino: vuole portare il Mondiale a carte 48 con un colpo di Qatar. Figurarsi lo spettacolo: già a 32 squadre il livello sia abbassa come la spia della benzina che manca, a 48 si rischia un Cantagiro che scimmiotta Sanremo. Intanto la Francia vince la seconda coppa mondiale, la prima arrivò nel 1998 con capitan Deschamps ad alzarla. Solo lui, Mario Zagallo e Franz Beckenbauer ci sono riusciti da seduti e da alzati: beati loro.