Alimentazione: lo spuntino è il nuovo quarto pasto

0
62
Dalla tavola allo spuntino: la "Snackification" ridisegna le abitudini alimentari degli italiani

Lo spuntino crea la Snackification: la nuova tendenza alimentare

Il rito del pasto tradizionale, pilastro inamovibile della cultura italiana, sta vivendo una profonda trasformazione sotto la spinta di stili di vita sempre più dinamici e frammentati. Secondo l’ultima ricerca “Snacking Revolution” di YouGov, la struttura della giornata alimentare si sta spostando verso una semplificazione dei pasti principali a favore di quello che viene ormai definito il “quarto pasto”: lo spuntino. I dati mostrano come la colazione sostanziosa sia ormai un’abitudine per appena un italiano su cinque, mentre a pranzo e a cena domina la scelta del piatto unico, preferito da oltre il 60% della popolazione rispetto alla classica successione di primo e secondo.

Questa tendenza, nota come snackification, coinvolge ormai l’80% dei consumatori, con un impatto evidente nei carrelli della spesa. Nel 2025 si è registrato un incremento sia nel numero di famiglie acquirenti, salite a 26,5 milioni, sia nella spesa media annua dedicata a questa categoria, che ha raggiunto i 426 euro. Se il pomeriggio rimane il momento preferito per la pausa, con un picco tra i giovani e nelle regioni del Nord-Ovest, cambiano radicalmente le motivazioni e le tipologie di prodotto scelte. Sebbene il dopocena rimanga il regno della “coccola dolce”, durante la giornata cresce sensibilmente la richiesta di snack salati e, soprattutto, di soluzioni orientate al benessere.

Il comparto dei prodotti funzionali e salutistici sta infatti vivendo una vera e propria stagione d’oro. Gli italiani cercano sempre più alimenti “High-Protein” o varianti “senza” (zuccheri, lattosio o glutine), con una penetrazione di mercato che sfiora il 90%. Anche le alternative a base vegetale e prodotti come lo yogurt greco, il kefir e lo skyr sono diventati presenze fisse nelle dispense, a conferma di una domanda strutturale di spuntini che non siano solo pratici, ma anche capaci di rispondere a tendenze come il clean eating o il benessere psicofisico.

I nuovi acquirenti

Il rapporto evidenzia inoltre come lo snacking stia conquistando target un tempo considerati marginali, come i single, i nuclei familiari composti da due persone e gli over 55. Un segmento particolarmente dinamico è rappresentato dalle famiglie appassionate di calcio, circa 11,8 milioni di nuclei, che mostrano una propensione all’acquisto di snack dolci superiore alla media, diventando un bacino privilegiato per le sponsorizzazioni sportive. Sul fronte dei canali d’acquisto, se da un lato crescono l’online e i discount, dall’altro emerge una nuova sfida per l’industria: la diffusione delle casse self-service. L’automazione del pagamento rischia infatti di penalizzare l’acquisto d’impulso tipico delle avancasse tradizionali, rendendo necessario studiare nuove strategie di posizionamento dei prodotti all’interno dei punti vendita e potenziare il canale delle vending machine, già utilizzate da quasi 27 milioni di persone in uffici e luoghi di transito.

I giovani e la Generazione Z (18-34 anni) rappresentano il motore trainante della cosiddetta snackification. Per questa fascia d’età, lo spuntino non è un’eccezione, ma una componente strutturale della giornata, con oltre il 66% che predilige il consumo nel pomeriggio. Questo target è quello che più di ogni altro sta portando avanti il superamento dei pasti tradizionali a favore di soluzioni veloci, spesso consumate in movimento, tra un impegno di studio e il lavoro. È proprio tra i più giovani che si registra la maggiore apertura verso le tendenze emergenti, come i prodotti “High-Protein” o quelli legati al mondo del fitness e del “Body Cult”, evidenziando una forte connessione tra l’atto di mangiare e l’immagine di sé.

Passando alle fasce d’età intermedie, le abitudini si stabilizzano su ritmi più legati alla gestione della giornata lavorativa. Qui lo spuntino assume una funzione funzionale, spesso inteso come “carburante” per mantenere alta la concentrazione. È in questo segmento che si osserva l’uso massiccio delle vending machine negli uffici e nelle stazioni, con una preferenza che si divide tra la frutta secca a metà mattina e lo snack salato nel pomeriggio, quest’ultimo in forte crescita negli ultimi anni.

La vera sorpresa del rapporto riguarda però gli Over 55. Sebbene storicamente meno legati alla cultura dello spuntino rispetto ai giovani, i senior stanno mostrando gli incrementi più significativi nella spesa media dedicata agli snack negli ultimi tre anni. Per questo target, la scelta è orientata prevalentemente al benessere e alla prevenzione: cresce la quota di chi acquista prodotti “senza” (zuccheri aggiunti o lattosio) e di chi vede nello yogurt o nella frutta fresca una protezione per la propria salute. A differenza dei più giovani, che cercano energia e gusto, gli over 55 interpretano lo spuntino come una “integrazione funzionale” alla dieta, con un occhio molto attento all’etichetta e alla qualità degli ingredienti.

Infine, il report segnala che anche le famiglie senza figli stanno modificando i propri carrelli della spesa, allineandosi progressivamente alle abitudini dei single. In questi nuclei, lo spuntino serale, la cosiddetta “coccola dolce” dopo cena, resta un’abitudine radicata che coinvolge trasversalmente tutte le età, rappresentando per il 64% degli italiani il momento di massimo piacere alimentare della giornata.