Alessia aveva 30 anni ed è morta da sola in ospedale e Nessuno che le abbia dedicato un pensiero. Nessuno che le abbia dedicato un manifesto se non un’associazione.
In un periodo di riflessione, in cui la morte ci fa più paura che in altri tempi, in cui riflettiamo sui rapporti davvero importanti e sui valori della vita, una ragazza malata di laucemia si è spenta circondata dal vuoto delle emozioni.
E sapete perché? Perché Alessia era una transgender. Perché Alessia è scappata da Pompei per andare a vivere a Perugia da sola. Perché la sua famiglia si vergognava di lei, perché i suoi amici non le hanno più permesso di uscire di casa senza giudicarla, perché un intero paese le lanciava sassolini, bestemmie e prese in giro. Perché sulla sua macchina lasciavano bigliettini con su scritto “ricchione pervertito”.
Perché in un tempo in cui tutto sembra sospeso, la disumanità non ha smesso di agire. Alessia si è ammalata e sua madre non ha voluto saperne. É morta da sola, nel solo ricordo dell’associazione che l’ha sostenuta.
Una ragazza di 30anni ha perso la sua vita, nell’indifferenza della sua famiglia e di un’umanità che finge di cambiare, ma resterà sempre incatenata nel pregiudizio e nell’ignoranza.
Io e nonna le abbiamo dedicato una preghiera. Fatelo anche voi. Facciamolo tutti. Alessia non era sola, un’umanità che vince c’è sempre. E io lo so.
FONTE: MARIA PRISCO

