Alberico Gambino: “Nulla sarà più come prima”. L’intervista esclusiva

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Era il 15 luglio 2011 e Pagani si svegliava attonita, incredula dinanzi alle accuse della magistratura che traeva in arresto Alberico Gambino con l’accusa di concussione ed associazione per delinquere finalizzata allo scambio elettorale politico-mafioso. A cinque anni di distanza cade l’infamante accusa di collusione con la criminalità organizzata e con il clan Fezza-Petrosino-D’Auria, ma resta in piedi il reato di concussione, con l’accusa di aver favorito l’assunzione di Antonio Fisichella (mai avvenuta!) presso il distributore di carburanti all’interno del centro commerciale Pegaso. La sentenza della Corte d’Appello di Salerno della scorsa settimana ha cancellato la macchia di fango anche sulla città di Pagani, per anni etichettato come Comune camorristico, ma resta l’alone di un appellativo turpemente portato per anni e che mai nessuna sentenza potrà sbiancare. La stessa vita privata di Alberico Gambino è stata segnata in maniera indelebile dal processo Linea d’Ombra e dall’ingiusta permanenza in carcere nonostante l’urlata innocenza di uomo che ha sempre fatto politica calandosi tra la sua gente, amato dal suo popolo, tanto da poter vantare di essere forse il sindaco più amato dalla propria cittadinanza conquistando il 75% dei consensi nel corso delle elezioni del 2007. Il consigliere regionale di FdI proseguirà il suo iter politico al servizio della Regione Campania senza il rischio di poter essere sospeso e ricorrerà in Cassazione per eliminare anche quest’ultima macchia.

Finalmente dopo 5 anni è stata confermata la sua estraneità alla criminalità organizzata. Qual è il suo stato d’animo?
Mi sono liberato da un incubo iniziato il 15 Luglio 2011 e che ha accompagnato la mia vita, e accompagna ancora, e quella della mia famiglia. Leggere ed ascoltare – in primo grado addirittura in detenzione cautelare come un delinquente incallito e pregiudicato – quelle sciocchezze, quelle bugie, quelle falsità mi hanno procurato sensazioni e stati d’animo di grave drammaticità che non dimenticherò mai.

Resta in piedi il reato di concussione. Ha fiducia nella Cassazione? C’è il rischio che venga sospeso dalla carica di consigliere regionale?
Ho fiducia nella Cassazione come ho avuto fiducia nei due gradi di giudizio che ho finora subito. Ho combattuto, spiegato, circostanziato nelle aule di giustizia e sono stato valutato da organi giudiziari nei quali ho sempre avuto fiducia. Non corro rischio di sospensione perché la Legge Severino (diciotto mesi di sospensione) nei miei confronti è stata già applicata tutta senza sconti e senza interventi della giustizia amministrativa cui non ho fatto ricorso. Complessivamente sono stato fuori dal Consiglio Regionale 39 mesi su 60 e quei 21 mesi di sospensione, legata alla custodia cautelare per un reato per il quale sono stato assolto ben due volte perché “il fatto non sussiste”, non me li restituirà nessuno.

Da sindaco più votato d’Italia al carcere, la sua vita è stata una odissea. Che ricordo ha della sua esperienza da recluso?
Drammatica. Non aggiungo altro.

Il momento più difficile in questi cinque anni?
Essere catapultato all’improvviso, all’alba del 15 Luglio 2011, in un mondo “nuovo” in cui mai avevo pensato di poter finire, con l’inizio di un incubo che ha profondamente segnato e cambiato la mia vita, dei miei familiari, dei miei affetti più cari. Se ho superato momenti veramente drammatici è stato grazie alla Forza che mi ha infuso il Signore in cui da fervente cattolico credo e a cui ho affidato la mia vita e la mia anima.

Se potesse tornare indietro a quando era sindaco cosa non rifarebbe o qual è un errore che ammette di aver fatto?
Sono stati sette anni esaltanti, in cui ho realizzato tanto per il mio paese e per i miei concittadini, in cui ho ricevuto tanto in termini di soddisfazioni personali, umane ed elettorali. Ho sbagliato ad affidarmi e a fidarmi di persone “cattive dentro” che hanno anteposto “le loro ambizioni personali” alla verità dei fatti e quindi hanno contribuito “a costruire” accuse e fatti contro di me che ancora oggi mi fanno chiedere: “Perché questa cattiveria umana…?”. Ma quelli sono solo poveri uomini ed io rifarei, amministrativamente e politicamente, tutto quello che ho fatto. Tutto. Anche affidare il Comune di Pagani, dopo la mia prima sospensione, al vicesindaco di allora oggi Sindaco.

Quanto le è costata questa disavventura giudiziaria?
Tantissimo sul piano psicologico, umano, economico, politico ed elettorale. La mia carriera politica ed istituzionale è stata spezzata quel 15 Luglio 2011 ed ora sto faticosamente riprendendo a vivere, giorno per giorno, attimo per attimo, sapendo che nulla più sarà come prima.

Lei è un politico molto amato a Pagani e non solo. Qual è il segreto di cotanto successo e si ricandiderebbe a sindaco della città?
Ho sempre detto che il più bel mestiere del mondo è fare il Sindaco della tua città. L’ho fatto con passione e convinzione, l’ho fatto per i miei concittadini che mi hanno sempre voluto bene ed a cui io ho voluto e voglio bene. Oggi sono impegnato in un nuovo ruolo istituzionale che è utile al mio paese ed ai territori salernitani da cui ho avuto rispetto ed affetto. Va bene così… anche se ovviamente Pagani merita un Sindaco migliore di quello che ha attualmente e per quest’obiettivo affiancherò i miei concittadini nell’individuazione di una nuova classe dirigente che ami Pagani, che sappia decidere, che sappia assumersi le proprie responsabilità.

Luigi Ciamburro