Con il Convegno nazionale “La Polizia Penitenziaria e le nuove frontiere” si sono aperti ufficialmente a Tivoli (RM) i lavori del VII Congresso nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, in corso di svolgimento fino al 16 giugno 2022.
I lavori, moderati dalla giornalista Marvin CECCATO, si sono aperti con il saluto di Carmelo CANTONE, provveditore interregionale penitenziario di Lazio, Abruzzo e Molise, cui sono seguiti, tra gli altri, gli interventi dei parlamentari Emanuele FIANO (PD) e Gianni TONELLI (Lega), il Vice Capo del Dipartimento per gli Affari Giuridici ed Amministrativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri Roberto TARTAGLIA, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Carlo RENOLDI ed il suo predecessore Bernardo PETRALIA. Presenti in sala anche diversi esponenti del mondo sindacale (SAP, SIAP, CONFSAL, CONAPO), il direttore del Gruppo Operativo Mobile Generale Mauro d’Amico, del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e di quello della Giustizia Minorile e di Comunità.
A margine dei lavori del Convegno Nazionale, Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha dichiarato:
- NETTO AUMENTO DI TENTATI SUICIDI, COLLUTTAZIONI E FERIMENTI TRA LE SBARRE: REGIME PENITENZIARIO APERTO E VIGILANZA DINAMICA CONCAUSA DI QUESTO PICCO DI VIOLENZE
“Aumentano gli episodi violenti all’interno delle carceri italiane: e con il regime penitenziario ‘aperto’ e la vigilanza dinamica, ossia con controlli ridotti della Polizia Penitenziaria, la situazione si è ulteriormente aggravata”. Per il SAPPE “lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti – lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività – è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti”. E la proposta è proprio quella di “sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili”.
Nel 2021 sono state registrate
- 1.087 aggressioni contro poliziotti penitenziari;
- 334 risse;
- 750 incendi dolosi;
- 1.274 rinvenimenti di telefoni cellulari e/o SIM e 528 di sostanza stupefacenti;
- 5.628 segnalazioni per violenze, minaccia, ingiuria, oltraggio, resistenza a P.U. .
Provvedimenti disciplinari detenuti
- 12.154 per inosservanza ordini;
- 9.369 per atteggiamenti offensivi;
- 5.752 per intimidazione/sopraffazione altri detenuti;
- 3.195 per appropriazione/danneggiamento beni Amministrazione;
- 423 per promozione di disordini e/o sommosse.
- EMERGENZA DETENUTI PSICHIATRICI
“Torno a denunciare come la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri siciliane e del Paese. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione. Ogni giorno nelle carceri italiane succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre. Così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano. Anche la gestione dei detenuti con problemi psichiatrici, che hanno invaso le carceri dopo la chiusura degli O.P.G., merita attenzione ed una urgente e compiuta risoluzione. Certo è che la loro presenza ha fatto aumentare il numero degli eventi critici nelle carceri”.
- EMERGENZA SUICIDI NEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA E BENESSERE ORGANIZZATIVO
“Il fenomeno dei suicidi in polizia e nelle forze Armate è purtroppo ricorrente e attuale tra gli operatori. I numeri dei suicidi nelle file del Corpo di Polizia Penitenziaria sono allarmanti. Dal 1997 ad oggi, i suicidi sono stati ben 168. Nonostante ciò, scarse o pressochè inesistenti sono state le iniziative poste in essere dal DAP e, a ricaduta, dalle singole Direzioni degli istituti e servizi penitenziari, che pure avrebbero potuto adottare iniziative autonome, per prevenire e fronteggiare queste situazioni di disagio. Servirebbero, dunque, soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo e dei fattori di stress del Personale di Polizia Penitenziaria, favorendone il benessere organizzativo. Penso a Caserme più confortevoli, a servizi da migliorare come le mense, le sale bar (dove esistono…), alla stipula di protocolli d’intesa per consentire lo svolgimento di attività sportive e corsi di formazione, come lingue straniere e corsi di informativa. Ma come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, ottimale sarebbe strutturare un’apposita direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria. Considerata l’urgenza e la delicatezza della materia, sarebbe opportuno definire accordi con Centri specializzati della Asl, ai quali le colleghe ed i colleghi che vivono un particolare momento di stress possono rivolgersi in forma anonima e con ogni garanzia di privacy. Bisogna insomma lavorare sulla prevenzione, per avere adeguati strumenti normativi utili anche a superare lo scarso interesse o imbarazzo, che quasi nega un problema reale tra i lavoratori in divisa e che rappresenta il vero tabù da combattere”.
- COVID-19, SONO CIRCA 500, OGGI, LE PERSONE CONTAGIATE NELLE CARCERI ITALIANE.
“Sono circa 500, oggi, le persone contagiate nelle carceri italiane, tra detenuti e poliziotti penitenziari: è quanto emerge dall’ultimo monitoraggio elaborato martedì 7 giugno dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. 131 i detenuti positivi su un totale di 54.049 effettivamente presenti: oltre 100 in meno rispetto alla scorsa settimana. Non si segnalano casi sintomatici né ricoveri. Fra gli appartenenti al corpo di Polizia penitenziaria i positivi scendono invece a 323: oltre 200 in meno rispetto alla precedente rilevazione; soltanto 9 i sintomatici, in cura presso il proprio domicilio, e nessun ricoverato. Sono 43 i positivi fra il personale amministrativo e dirigenziale, con un solo sintomatico e nessuno in ospedale. Secondo i dati dell’Anagrafe nazionale vaccini del ministero della Salute, la campagna vaccinale in favore della popolazione detenuta ha toccato quota 110.033 somministrazioni di vaccino anti-Covid19. Un grande plauso va rivolto alle donne e agli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che hanno fronteggiato l’emergenza Covid-19 in carcere con grande professionalità e spirito di servizio: il nostro pensiero va in particolare a coloro i quali hanno perso la vita e alle loro famiglie”.

