Al Salone del Libro la cultura non diventa kultura

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La richiesta di Comune e Regione agli organizzatori dopo una lunga giornata di trattative fra gli organizzatori, il prefetto e il questore. L’editore Polacchi: “Non ce ne andremo e faremo causa”. La Città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori del Salone del Libro, hanno chiesto alla associazione “Torino, la città del libro”, al Circolo dei Lettori e al Comitato di indirizzo del Salone del Libro che organizzano la manifestazione, di rescindere il contratto con la casa editrice AltaForte. Nicola Lagioia, direttore del Salone, intanto annuncia: “Halina Birenbaum farà una lectio inaugurale domani proprio per segnare da che parte stiamo. La sua assenza sarebbe stata uno sfregio per l’evento e per Torino”. La sopravvissuta al campo di sterminio era pronta a tenere una lezione fuori dal Lingotto Fiere nel caso in cui la presenza della casa editrice vicina a Casapound fosse stata confermata. A questo punto, è probabile che i diversi autori che avevano annunciato la loro assenza per non condividere gli spazi con una casa editrice neofascista ora si ricredano: “Ho chiamato Carlo Ginzburg e ZeroCalcare per dir loro di preparare le valigie e venire a Torino”.