Al Palazzo Doria alle ore 18 si parlerà con Giancarlo Forino de “i 20 giorni che sconvolsero Angri dopo il D-Day”

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di Marco Visconti

Nel tardo pomeriggio, alle ore 18, si terrà presso il Palazzo Doria la conferenza denominata “Settembre 1943 i venti giorni che sconvolsero Angri dopo il D-day”. Si parlerà di fatti militari e degli effetti sul tessuto sociale scaturito dalla presenza degli alleati. Il relatore della conferenza è  Giancarlo Forino, ci sono poi i saluti saluti del sindaco Cosimo Ferraioli e di Mario D’Antuono, presidente della sezione di Angri Associazione nazionale combattenti e reduci.

Il generale Giancarlo Forino fa un’autentica disquisizione sui fatti del settembre 1943, “a distanza di 80 anni dai tragici eventi che coinvolsero l’Agro-Nocerino Sarnese dopo lo sbarco alleato a Salerno, l’argomento è ancora oggetto di studio e riflessione” commenta Forino. Continua, “non è un caso, difatti, se solo negli ultimi mesi sono stati pubblicati ben 3 nuovi libri e una ristampa sull’argomento, fra i quali si segnala il lavoro di Francesco Lamberti, che ha svolto un’accurata disamina dei fatti visti dal versante tedesco dei combattimenti, e sono in fase di bozza altre nuove indagini. Per non parlare del recente ritrovamento dei poveri resti di due soldati tedeschi dispersi, nei pressi delle alture di Salerno”.

Generale Gianfranco Forino

Sottolinea Forino, “indubbiamente, almeno nelle primissime settimane dopo l’8 settembre 1943, l’arrivo degli alleati fu visto come la fine di uno dei periodi più tristi della storia recente, ma con il passare dei mesi ci si rese conto che la loro presenza era abbastanza “ingombrante” e fonte di non pochi eventi criminosi e luttuosi”.  Segue, “nello specifico, ad Angri, ripetutamente presa di mira dalle alture di Chiunzi, si registrarono decine di morti, la cui stima esatta non fu mai possibile appurarla; la difficoltà nacque dal fatto che nel paese vi erano diverse famiglie sfollate e, in quel periodo, i caseggiati di Sant’Egidio e San Lorenzo erano stati assegnati ad Angri in compenso dei territori della contrada Bagni, passata a Scafati per indennizzarlo, a sua volta, di quelli persi a favore del costituito comune di Pompei. Inoltre, diversi angresi che possedevano beni terrieri al di fuori del territorio comunale e non vivevano stabilmente nel centro abitato per cui era difficile effettuare verifiche demografiche; l’insieme di questi elementi non consentì mai, come detto, di appurare l’esatto numero dei decessi per causa bellica”.

Precisa Forino, “uno dei quesiti che spesso viene posto è capire perché gli alleati impiegarono ben 20 giorni per raggiungere Angri da Salerno e i motivi verranno illustrati nel corso della conferenza. Infine, è da evidenziare come le azioni belliche produssero ferite profonde al patrimonio artistico angrese e dell’Agro, ancora oggi evidenti. Ogni paese della piana registrò danni rilevanti al proprio patrimonio; come non ricordare quanto patito dalla chiesa della Madonna dei Bagni e dalla Collegiata di Angri?

Conclude Forino, “la chiesa madre angrese registrò sulla sua facciata cinquecentesca in bugnato la perdita dei due rosoni delle navate laterali, i seri danni ai portali e al trittico di statue in marmo di carrara della lunetta che sormonta il portale centrale, danneggiati il tetto e i sottostanti dipinti del cassettonato e il prezioso organo, oggi al centro di un progetto di restauro promosso da un apposito comitato presieduto dal parroco e vicario Generale della diocesi Mons. Vincenzo Leopoldo”.