Agropoli. Tre location d’eccezione per celebrare Dante

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Tre location d’eccezione per celebrare, ad Agropoli, il Sommo poeta. Il Castello Angioino-Aragonese, il Palazzo Civico delle Arti e la Fornace saranno le sedi per “La Divina Commedia…dell’Arte”, a cura dell’associazione artistica Sofy Music, con il patrocinio del Comune di Agropoli. In ognuna delle location, a partire da giovedì 2 agosto, verrà rappresentata una delle tre cantiche. La manifestazione s’inserisce nell’ambito delle celebrazioni dei 750 anni dalla nascita di Dante che, iniziate nel 2015, si protrarranno fino al 700° anniversario della morte, nel 2021.

La coincidenza delle celebrazioni dantesche è sembrata, pertanto, l’occasione ideale per unire la bellezza dei versi danteschi alle potenzialità espressive dell’arte contemporanea al fine di rendere l’opera fruibile ad un pubblico più vasto, che non s’identifica solo con gli appassionati del genere poetico. Già in passato, le opere letterarie di Dante e il suo linguaggio allegorico sono stati una fonte d’illuminazione per numerosi artisti, ispirando i capolavori di Sandro Botticelli, Eugène Delacroix, William Blake, Gustave Dorè, Dante Gabriel Rossetti, Salvador Dalì e Renato Guttuso, solo per fare alcuni esempi. La Collettiva, che fa da sfondo all’intera manifestazione, vede artisti provenienti da diverse regioni d’Italia e da altri paesi europei e non, che partecipano all’evento, ciascuno con un’opera dal formato libero. Gli artisti sono stati chiamati a dare una personale interpretazione della “Divina Commedia”, a dimostrazione che è un testo letterario senza tempo.

Saranno manifestate attraverso opere di pittura, scultura, fotografia illustrando la propria visione contemporanea, di tre mondi così apparentemente lontani e complessi come: l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Offre un’interessante panoramica delle suggestioni che, ancora oggi, si alimentano della poesia che sottende uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale di tutti i secoli. Guidate e vivificate dagli immortali versi delle tre cantiche, le creazioni artistiche in mostra offriranno un’ampia panoramica di stili e scelte espressive diverse che, come ci ricorda la curatrice Maria Pina Cirillo “troveranno il loro fil rouge nella comune ispirazione e nella voglia di confronto non solo con il tema affrontato ma con le emozioni, ancora decisamente forti, spesso suscitate dai soggetti scelti.

Saranno, poi, le indimenticabili terzine dantesche a individuare l’opera di ognuno degli artisti che si è cimentato in quest’impresa, a costituirne il titolo e la chiave di lettura e a comunicare con immediatezza l’attualità dell’opera del grande poeta e la capacità degli artisti di contestualizzarla, oltre a renderne il fascino”.