Sulla favola del “Pozzo dei desideri” non vi sono cenni di storia. Nessuna testimonianza su enciclopedie virtuali. Come ogni leggenda che si rispetti, anche quella di Agropoli, conserva intatta il suo fascino. Non è semplice per turisti e passanti scorgere l’ingresso che conduce al pozzo: soltanto un attento ossrvatore, incuriosito da una lapide mimetizzata tra le mura medievali che conducono alla fortezza aragonese, svoltando l’angolo di un vicolo cieco, può accorgersi di quel cartello che il tempo ha lasciato sbiadire: “il pozzo dei desideri”.
Gli animi sensibili e delicati, con facilità si suggestionano, riuscendo ad immedesimarsi nelle sofferenze della bellissima duchessina vittima di un papà geloso e violento che decise di punirla segregandola al pozzo.
“Nell’antico Palazzo, nel millecinquecento, viveva un duca che maltrattava e segregava moglie e figlia, cosi che quest’ultima, stanca di tanti soprusi, offertasi un’occasione di allontanamento del padre per una caccia al cinghiale, riuscì un giorno a fuggire. Irato alla scoperta dell’evento, il padre andò alla sua ricerca ed infine la trovò sulla spiaggia verso Paestum. Per punizione fu legata e gettata nel pozzo, dove doveva scontare la disubbidienza, ma non morire, costretta all’isolamento ed al buio, le venivano offerti solo i pasti.
Quando però il Principe tornò con i suoi soldati per festeggiare una sua vittoriosa conquista, accortosi della mancanza della duchessina, si informò tra la gente e, venuto a conoscenza della segregazione, la liberò. Colpito dalla sua bellezza la chiese in sposa e sequestrato il padre lo condusse ai piedi della sposa perché si vendicasse. La Duchessina non volle punirlo, consapevole che senza tale doloroso castigo non avrebbe avuto la gioia di sposare il principe, lo abbracciò e lo ringraziò per aver fatto in modo di raggiungere tale desiderio.”
La leggenda del pozzo, potrebbe paragonarsi alla sottomissione a cui erano costrette un tempo le donne ed al dolore che anche oggi, per mille motivazioni, ognuna prova… non smettendo mai di sperare in un domani migliore.

