Traffico di droga dalla Spagna all’Italia: l’Antimafia chiede 62 anni di carcere da distribuire ad undici imputati nel maxi processo che sta per giungere alla sua conclusione presso il tribunale Nocera Inferiore. L’indagine preliminare prese forma nel 2011, con un blitz di quasi 100 carabinieri contro i vertici del clan Greco-Sorrentino di Sant’Egidio del Monte Albino. L’attività investigativa fu ricostruita grazie alle collaborazioni di due componenti del clan Greco, padre e figlio. E facendo scattare, in automatico, reati come l’associazione a delinquere per la gestione del traffico di droga, insieme a quelli di estorsione ed usura, nonché del controllo delle aste giudiziarie presso il tribunale nocerino. Proprio la gestione della droga finì nel mirino del pm Maurizio Cardea, insieme ai rapporti dei Greco-Sorrentino con altri gruppi criminali, sia nell’Agro nocerino che nel napoletano. A caratterizzare quel contesto criminale, anche due brutali omicidi. Il primo, di Pasquale Liberti, nel 1998. E il secondo, ancor più violento, di Adriano De Risi, ucciso e sepolto il 27 giugno 2010
Secondo le accuse, il gruppo – con ruoli distinti – acquistava e consegnava chili di cocaina e hashish che giungevano dalla Spagna. La “roba” veniva poi smerciata in tutta la Campania, grazie ai presunti canali tenuti con gli Scissionisti di Secondigliano, i Tamarisco di Torre Annunziata e il gruppo di Sandro Contaldo, a Pagani. Nell’operazione fu coinvolto anche un vigile urbano di Nocera Inferiore, sospeso dal servizio per l’accusa infame di spaccio di droga. Per lui, la Dda ha chiesto 9 anni di carcere.
Nicola Sorrentino

