Agnano – Novità sul fronte trivellazione

In seguito alla registrazione di una serie di anomalie nella rete sismica e dopo aver ricevuto segnalazioni da parte dei cittadini, è stata inviata una squadra di geochimici Ov-Ingv per verificare i dati presso le fumarole di Agnone.

Inizialmente impedito loro l’accesso, accompagnati dalla Polizia Municipale di Pozzuoli e dal sindaco, i geologi sono riusciti ad accedere al cantiere ed effettuare le prime analisi su una delle due perforazione della caldera vulcana.

“Dalla fumarola fuoriescono tonnellate di materia ogni ora e ciò significa che il sottosuolo si sta svuotando con una conseguente modifica dell’assetto idro-termale (…) Mi chiedo il perché tutta l’area ancora non sia stata interdetta, la situazione è molto pericolosa”: sono state le parole del vulcanologo, nonché primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Giuseppe Mastrolorenzo.

“Tutto ciò è davvero gravissimo. Il progetto Geogrid non solo risulta aver avuto alcun permesso per effettuare scavi, ma non avrebbe mai neanche fatto alcuna comunicazione all’Osservatorio Vesuviano circa le operazioni tenendo così nascosti i rischi di tali lavori, mettendo in tal modo in pericolo l’intera cittadinanza. A questo punto noi, dopo aver ottenuto la revoca del finanziamento ad opera della regione, chiediamo oltre a quella della Procura della Repubblica che venga aperta un’indagine interna affinché vengano appurate le responsabilità di tale situazione che appare ogni giorno più inquietante. Non si scherza con la natura e con la sicurezza. Chi ha eventualmente sbagliato dovrà pagare dure conseguenze.”- sono state le parole del Consigliere Regionale dei Verdi-Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che ha effettuato un sopralluogo nell’area con i comitati no Triv e lo stesso Mastrolorenzo.

L’osservatorio vesuviano con il bollettino settimanale 30/06 – 07/07 riporta notizie di un’attività fumarolica anomala nel pozzo del cantiere del Progetto GEOGRID.

I gas sono costituiti dalla miscela di due componenti:
• il primo con composizione simile ai fluidi idrotermali emessi dalle fumarole della Solfatara-Pisciarelli
• il secondo caratterizzato da una fase liquida ricca in gas atmosferici e con un’elevata salinità. La frazione nella miscela di quest’ultima fase risulta notevolmente aumentata rispetto a quanto osservato il 13/06/2020, così come l’intensità e la frequenza della sua emissione dal foro.

Per la prima volta dall’inizio della perforazione, è stata riscontrata la presenza di acqua liquida ad una profondità di circa 46 metri dal boccapozzo.

Sebbene la composizione chimica dei fluidi fumarolici campionati nell’emissione generatasi dalla perforazione del pozzo nel cantiere del Progetto GEOGRID in via Antiniana (Comune di Pozzuoli) si conferma essere simile a quella delle principali emissioni fumaroliche dell’area flegrea e i fluidi emessi risultano comunque – in ordine di grandezza – inferiori a quelli delle principali manifestazioni fumaroliche nell’area flegrea e il flusso di CO2 diffuso dal suolo è nel rang, l’alterazione idrotermale dei suoli, su cui insiste la perforazione, e il perdurare dell’emissione incontrollata può portare:
1. all’estensione dell’area interessata
2. alla risalita del livello dell’acqua nel pozzo con la rapida oscillazione del livello piezometrico nell’ordine di metri
3. alla manifesta emissione periodica a “pioggia” della fase liquida dal pozzo
4. all’incremento della temperatura di equilibrio.

“Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile escludere ulteriori risalite della fase liquida nel foro e un incremento della sua emissione. È pertanto fortemente suggerito, in osservanza al principio di precauzione, un rapido intervento per la chiusura mineraria del pozzo”.

Qui è possibile consultare i bollettini settimanali dell’INGV:

Antonietta Della Femina