Agnano (Napoli) – Si continua ancora a trivellare illecitamente?

Torna – nuovamente – a far parlare di sé il progetto scientifico sulle trivellazioni dei Campi Flegrei. È dell’11 giugno la notizia che ad Agnano a seguito di una trivellazione era stata aperta una fumarola artificiale.
Da allora cittadini e studiosi si sono mobilitati fin quando il sindaco di Pozzuoli non ha fatto interrompere i lavori. Le motivazioni a sostegno di tale stop sono molteplici, ma due in particolar modo hanno scosso gli animi dei puteolani del sindaco Figliolia:

Giuseppe Mastrolenzo, un famoso vulcanologo dell’INGV, ha fatto notare che il Vesuvio e i Campi Flegrei condividono la medesima camera magmatica e che anche minime sollecitazioni – come ad esempio una trivellazione – potrebbero avere grandi ripercussioni poiché l’area flegrea è molto delicata e instabile e che un eventuale risveglio del vulcano avrebbe proporzioni immense e un’eruzione potrebbe causare la morte di 3 milioni di persone che non avrebbero scampo;

La compromissione del c.d equilibrio respiratorio di chi vive ad Agnano, ormai costretti a respirare anidride carbonica, idrogeno solforato e chissà quante e quali altre sostanze che dovrebbero essere monitorate.

“Le fumarole di via Antiniana ad Agnano, nell’area dove erano previste delle perforazioni per un progetto geotermico sono diventate due. Alla prima fumarola, alta decine di metri, se ne è aggiunta una seconda grazie alla sistemazione di un tubo che devia la fuoriuscita di gas della prima. Il raddoppio delle fumarole risale a pochi giorni fa, vuol dire che qualcuno si è introdotto nell’area interdetta e ha continuato ad agire in un perimetro come quella dei Campi Flegrei con il più alto rischio vulcanico di Europa. E’ impensabile che tutto ciò non venga monitorato da nessuno, continua il rimpallo di responsabilità. Nessuno sa nulla, intanto da 27 giorni i residenti respirano anidride carbonica, idrogeno solforato e chissà quante altre sostanze che devono essere monitorate. Chiediamo risposte rapide e certe per i residenti e per l’intera cittadinanza”: lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, che dopo la segnalazione ha immediatamente effettuato delle verifiche.

Giuseppe Mosca del comitato No TRIV dei Campi Flegrei non nasconde i timori: “Il pozzo di Agnano è a rischio esplosione. Meritiamo chiarezza, non ci spieghiamo il silenzio degli addetti ai lavori e delle autorità competenti nonostante l’esposto alla Procura della Repubblica dopo aver raccolto le firme degli abitanti di Agnano, Soccavo e Bagnoli. Ciò che si verifica da quasi un mese in via Antiniana non può essere affare di nessuno. Sono in gioco le nostre vite. Ci auguriamo che per intervenire non aspettino che ci scappi il morto”.

Il progetto
Il Deep Drilling Project (CFDDP) – studio volto allo sfruttamento delle risorse geotermiche per la creazione di energia pulita – ha permesso di ricostruire l’evoluzione dell’attività eruttiva nel settore orientale dei Campi Flegrei, avvenuta in ambienti talvolta subaerei e talvolta sottomarini, fino a circa 47.000 anni fa.

“Questo studio stratigrafico”, ha spiegato Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca OV-INGV e coordinatore del progetto, “ha permesso di ricostruire, nel tempo, l’evoluzione dell’attività eruttiva in questo settore della caldera, fino a circa 47.000 anni fa. Le informazioni più importanti sono state ricavate dal rinvenimento nel pozzo dei prodotti delle due eruzioni principali che si pensa abbiano formato la caldera: l’Ignimbrite Campana, di 39.000 anni fa, e il Tufo Giallo Napoletano, di 15.000 anni fa”.

In particolare, ha aggiunto De Natale, “mentre sino ad oggi la quasi totalità della letteratura scientifica ipotizzava che la caldera dell’Ignimbrite Campana contenesse anche la parte centrale della città di Napoli, i nuovi dati indicano chiaramente che la collina di Posillipo rappresenta il limite Orientale della caldera flegrea, sia per il Tufo Giallo Napoletano che per l’Ignimbrite Campana. L’identificazione di Posillipo come limite orientale della caldera per tutte le eruzioni di collasso rappresenta un’indicazione importantissima per determinare correttamente la pericolosità vulcanica nel centro cittadino. Inoltre, la notevole superficialità dei prodotti eruttivi delle eruzioni anche molto antiche implica che, nel settore orientale della caldera, il volume dei prodotti eruttivi è molto minore di quanto accade nel settore Occidentale, quindi evidenziando genericamente un minor impatto delle eruzioni nel settore est, negli ultimi 47.000 anni”.

“Queste nuove importanti informazioni sull’evoluzione, la storia eruttiva ed i limiti strutturali della parte orientale della caldera permettono inoltre una sostanziale ri-valutazione della pericolosità vulcanica e degli stessi scenari eruttivi per la città di Napoli”, ha concluso De Natale alla redazionenews@unina.it.   Antonietta Della Femina

Ecco il breve video del Consigliere Regionale e giornalista Francesco Emilio Borrelli

Fumarole

“Le fumarole di via Antiniana ad Agnano, nell’area dove erano previste delle perforazioni per un progetto geotermico sono diventate due. Alla prima fumarola, alta decine di metri, se ne è aggiunta una seconda grazie alla sistemazione di un tubo che devia la fuoriuscita di gas della prima. Il raddoppio delle fumarole risale a pochi giorni fa, vuol dire che qualcuno si è introdotto nell’area interdetta e ha continuato ad agire in un perimetro come quella dei Campi Flegrei con il più alto rischio vulcanico di Europa. E’ impensabile che tutto ciò non venga monitorato da nessuno, continua il rimpallo di responsabilità. Nessuno sa nulla, intanto da 27 giorni i residenti respirano anidride carbonica, idrogeno solforato e chissà quante altre sostanze che devono essere monitorate. Chiediamo risposte rapide e certe per i residenti e per l'intera cittadinanza” . Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi che dopo la segnalazione ha immediatamente effettuato delle verifiche. I Comitati sono in allarme, i residenti sanno di correre dei rischi. Giuseppe Mosca del comitato No TRIV dei Campi Flegrei non nasconde i timori: “ Il pozzo di Agnano è a rischio esplosione. Meritiamo chiarezza, non ci spieghiamo il silenzio degli addetti ai lavori e delle autorità competenti nonostante l’esposto alla Procura della Repubblica dopo aver raccolto le firme degli abitanti di Agnano, Soccavo e Bagnoli. Ciò che si verifica da quasi un mese in via Antiniana non può essere affare di nessuno. Sono in gioco le nostre vite. Ci auguriamo che per intervenire non aspettino che ci scappi il morto”.

Gepostet von Francesco Emilio Borrelli am Sonntag, 5. Juli 2020