Scaduti i termini delle misure cautelari: udienza preliminare fissata al 22 dicembre
Un’accusa pesantissima grava sui due giovani coinvolti nella brutale aggressione avvenuta lo scorso 4 gennaio ad Afragola: rapina, violenza sessuale e minacce armate ai danni di una ragazza di 18 anni, aggredita davanti agli occhi del fidanzato tenuto sotto tiro con una pistola. Una scena terribile, ricostruita quasi integralmente grazie alla telecamera e al microfono di una colonnina SOS. Eppure, nonostante la gravità dei fatti, i due presunti responsabili da oggi sono tornati in libertà.
Il motivo è un vizio procedurale: la richiesta di rinvio a giudizio della Procura per i Minorenni è arrivata fuori tempo massimo. Il gip del Tribunale dei Colli Aminei ha dovuto prendere atto della scadenza dei termini di fase previsti per le misure cautelari, dichiarandole di conseguenza inefficaci. Il 17enne ha lasciato la comunità dove era ospitato, mentre il 18enne è stato scarcerato dall’istituto penitenziario in cui era detenuto.
La notte dell’orrore
La vicenda risale alle prime ore del 4 gennaio: un tentativo di rapina degenerato in violenza. Il maggiorenne, armato di revolver, avrebbe costretto la giovane vittima a subire un rapporto orale davanti al fidanzato immobilizzato. Il bottino, 40 euro e un cellulare, non fu che un pretesto. «Prima di andare via ci ha guardati negli occhi e ci ha riso in faccia», raccontarono le vittime, ancora sotto shock.
Il 14 marzo, dopo un’intensa attività investigativa, i carabinieri fermarono i due presunti aggressori. Oltre alla violenza sessuale e alla rapina, dovranno rispondere dell’uso di una pistola e della ricettazione dello scooter rubato utilizzato per l’assalto.
Il ritardo che cambia tutto
Secondo i difensori, gli avvocati Dario Carmine Procentese e Nicola Postiglione, la richiesta di rinvio a giudizio è stata depositata soltanto l’11 novembre. Un ritardo che non ha permesso di fissare l’udienza preliminare entro i termini utili: le notifiche alle parti avrebbero dovuto essere inviate almeno dieci giorni prima. Oggi, come sottolineato dal gip Anita Polito, sono scaduti gli otto mesi previsti per reati come rapina e violenza sessuale.
Così, i due indagati affronteranno l’udienza preliminare — fissata per il 22 dicembre — in stato di libertà.
La Procura valuta la mossa successiva
Non è escluso un tentativo di recupero: la Procura potrebbe impugnare l’ordinanza del gip rivolgendosi al tribunale del Riesame. Ma intanto, mentre il procedimento prosegue, l’amarezza per un nuovo caso di “giustizia lumaca” pesa sulle due giovani vittime, che dovranno attendere l’esito processuale con un macigno ancora più grande sulle spalle.

