Aeroporto Salerno “Costa d’Amalfi”: allarme sanitario pronto al decollo

LA PRIMA PARTE DELL’INCHIESTA QUI

Il progresso rende ciechi, fa leva sull’ignoranza, sulla mancanza di documentazione, sull’apatia e l’indifferenza sociale. Da un lato sembra apportare vantaggi e pseudo ricchezza (sempre a favore di pochi e a discapito di molti), dall’altro si ritorce contro l’uomo seminando distruzione e sofferenza. Pontecagnano-Bellizzi, l’area dove dovrebbe sorgere il “nuovo aeroporto”, è una delle zone più fertili e incontaminate della Campania e forse dell’Italia con un’aspettativa di vita pari a 87 anni. Qui si è deciso di introdurre una noxa, un’opera ad altissimo impatto ambientale che potrebbe sconvolgere gli equilibri di questo territorio ancora salubre. E mentre nascono comitati e si organizzano proteste contro fonderie e termovalorizzatori serpeggia un incosciente silenzio intorno alla questione aeroporto di Salerno “Costa d’Amalfi”, senza conoscere i rischi potenziali che apporterebbe il tanto agognato ampliamento. La società contemporanea del consumo guarda ai risvolti apparenti senza preventivare le conseguenze a medio e lungo termine che poi diventano irreversibili.

Le turbine a reazione dei velivoli sono alimentate a kerosene ed emettono quantitativi enormi di idrocarburi, ossido di carbonio, ossido di azoto, ossidi di zolfo, particolato, CO2 e sono del tutto privi di dispositivi assimilabili ai catalizzatori ed ai filtri anti-particolato atti a ridurre le emissioni inquinanti. A differenza della CO2 gli altri gas citati sono tossici e pericolosi per la salute. Un solo aereo di linea inquina come circa 600 auto non catalizzate, circa 6000 catalizzate. Non si tratta di voler criminalizzare il trasporto aereo, ma sembra strana e assurda la presenza di due aeroporti a meno di 70 chilometri l’uno dall’altro…

Inoltre ogni aeroporto ha un inquinamento indiretto dovuto alle auto ai mezzi di trasporto, ai serbatoi di carburante e non per ultimo anche elettromagnetico con frequenze di diverso tipo.

Per stimare i possibili risvolti sull’inquinamento atmosferico nella zona aeroportuale salernitana sono state effettuate inopportune misurazioni dell’aria, una a Battipaglia a dicembre 2014 (a 5 km dal sedime aeroportuale) e una ad aprile  2015 con mezzo mobile e per 7 giorni in prossimità dell’aeroporto esistente. Due periodi molto strani e due posti probabilmente fuorvianti per le misurazioni! Stesso ‘raggiro’ è stato utilizzato per i rilievi fonometrici effettuati sempre ad aprile 2015 lungo la strada che dal mare conduce alla località Pagliarone. Non è strada frequentata anche per la presenza del passaggio a livello con lunghe attese, non è questa la strada per accedere all’aeroporto, poiché di solito si giunge o attraverso la strada Nazionale oppure attraverso l’autostrada Salerno Reggio Calabria e il nuovo svincolo di Pagliarone,

“A parte il periodo temporale abbastanza breve per un simile elaborato e di tale importanza, sarebbe stato molto più opportuno monitorare ad esempio nel mese di luglio o agosto con l’aeroporto già abbastanza in esercizio e non ad aprile 2015”, ha dichiarato il dottor Vincenzo Petrosino, medico chirurgo e specialista in Chirurgia Oncologica, nella sua Osservazione al Master Plan presentata al Ministero dell’Ambiente. “E’ intuitivo che se per effettuare uno studio della qualità dell’aria andiamo a trovare il periodo dell’anno favorevole e il luogo meno inquinato , al momento di effettuare le simulazioni… partendo da bassi livelli di fondo possiamo anche presumere di non superare le soglie di legge attuali”. Un pericoloso gioco al ‘ribasso’ a danno della salute dei cittadini, con un’alterazione dell’aria stimata del 10-20%, ma che in realtà raggiungerà il 30-40%.

E’ accertato che l’inquinamento da rumore innesca immediatamente la reazione involontaria del sistema neurovegetativo di vigilanza, provocando lo sconvolgimento di attività organiche e ghiandolari, del sistema nervoso e cardiovascolare, digerente e respiratorio. Studi condotti dalla ricerca medica hanno classificato il rumore come uno degli stress più insinuanti che innesca reazioni che coinvolgono tutto l’organismo e l’Enac non può nascondere che “In particolare i bambini appaiono una categoria a maggiore rischio, soprattutto nella fase dell’acquisizione del linguaggio, insieme ai ciechi, agli affetti da patologie acustiche e ai pazienti ricoverati negli ospedali”. Tutte queste sono cose che si leggono nel master plan , sono dati di fatto situazioni  ben conosciute.

Ma non è tutto. La scienza medica ancora non conosce con certezza molti meccanismi di azione di alcune sostanze nè l’azione combinata di queste, ma è appurato che i metalli pesanti rilasciati nell’aria sono sostanze incriminate in processi biologici importanti, che possono alterare il codice genetico, sostanze incriminate in molte malformazioni fetali e che verrebbero bioaccumulate nelle popolazioni residenti con effetti imprevedibili e rischio di tumori. “Non tutti infatti conoscono l’epigenetica e né tantomeno alcune ipotesi di oncogenesi attuali e neppure forse il ruolo di alcuni metalli pesanti e del serio problema degli “interferenti endocrini “, io stesso da ricercatore ho studiato la presenza di sostanze del genere negli ammalati verso i sani proprio in Campania – prosegue il dottor Vincenzo Petrosino -. Forse uno dei primi studi realizzati in Italia e non solo. Ho presentato 3 mesi fa la prima parte. Neppure è conosciuto l’effetto combinato di tante sostanze sul nostro organismo e quello che è peggio, l’effetto sui feti e sugli embrioni, non mi spaventa l’azione di una sostanza in particolare, mi preoccupano l’insieme di sostanze e situazioni, la combinazione degli effetti. Mi preoccupa non per colui che parte con Ryanair per Amsterdam, ma per coloro che vedono partire ogni giorno i vari aerei che vanno… ad Amsterdam. Conosco per certo che molte di queste sostanze le abbiamo ritrovate nel sangue di alcuni ammalati, chi è il padre di queste sostanze non mi interessa, mi interessa sapere che un aeromobile e un aumento dell’inquinamento indotto da un aeroporto mi aumenta il tasso di questi inquinanti persistenti”.

Leggiamo nel master plan  che l’aeroporto di Salerno “Costa d’Amalfi” diventa determinante  per alleviare le criticità (crisi) ambientali  a cui andranno incontro Capodichino, Ciampino e Bari: “Sistema simile alle eco balle o discariche. Non sapendo cosa fare le abbiamo messe un po’ ovunque e le abbiamo anche coperte. Alla fine il sistema scoppia dappertutto e non abbiamo fatto altro che avere non tre criticità ambientali ma quattro. Ecco qui si sta discutendo se fare o meno in Italia un’altra criticità ambientale e in una zona abbastanza free.  Dal  Master Plane si rileva che Pontecagnano ha una bassa mortalità e l’età media di vita è una delle più alte, 87 anni  “Non è questo un motivo per andare a modificare la qualità della vita della zona e la qualità dell’aria e ambiente in genere”. Queste aspettative di vita sono certamente dovute alla riconosciuta situazione della città che è ancora abbastanza incontaminata rispetto ad altre realtà.

Se una zona è free , se una zona non ha particolari criticità ambientali , ho già detto altrove che non è il caso di contaminarla, ma di conservarla tale e proteggerla”. Le amministrazioni tutte dovrebbero sentire il peso di questa cosa e salvaguardare l’orto,il polmone di una Campania già troppo mortificata in alcune zone. La struttura aeroportuale già esistente è il massimo che la zona è in grado di concedere e sostenere, ”qualsiasi ampliamento, sviluppo e carico di strutture ed infrastrutture, inevitabilmente creerebbe una ulteriore zona critica Italiana”. Se il prezzo del progresso fosse anche un solo caso di malformazione fetale o tumore  o patologia tiroidea grave non è possibile accettarlo, meglio fare un passo indietro, e migliorare ciò che già abbiamo . D’altronde su questa terra e in questa vita siamo solo di passaggio e abbiamo il dovere di lasciarla nelle migliori condizioni a chi viene dopo…  non ambientalismo ma applicazione del sano principio della prudenza e della buona ragione. A buon intenditori poche parole.

Nota a margine: a breve sarà pubblicata la prima parte dello studio sperimentale del dottore Vincenzo Petrosino  e collaboratori  “Il ruolo dei metalli pesanti e policlorobifenili nell’oncogenesi dei tumori testa collo. Uno studio pilota”, di cui possiamo proporre in esclusiva le prime righe: “Heavy metals and polychlorinated biphenyls (PCBs) can be found in many environmental settings, especially in areas where hazardous waste is willfully or negligently disposed of .These substances, characterized by toxicity and carcinogenicity, bioaccumulate and act as endocrine disruptors; however, the relationship between the magnitude of exposure to these elements and the onset of neoplastic diseases is still a matter of investigation, In addition, some of these elements require specific analytical methods for their determination, because they are active at  picogram concentrations, and the maximum rates of their physiological absorption in humans are still unknown”.

Luigi Ciamburro