Addio alle ricevute cartacee del Pos: cosa cambia davvero

0
44
Addio alle ricevute cartacee del Pos: cosa cambia davvero

Dal digitale una svolta fiscale che alleggerisce famiglie ed esercenti

Niente più scatole piene di scontrini e ricevute da conservare per anni. L’Italia compie un passo deciso verso il superamento delle ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con il Pos. Una svolta che semplifica la vita ai contribuenti, riduce la burocrazia e accelera la digitalizzazione fiscale, mantenendo però intatti i requisiti di tracciabilità necessari per le detrazioni.

La novità arriva con il Decreto Pnrr approvato dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio 2026. La misura è formalmente già in vigore, ma entrerà a pieno regime dall’inizio di marzo, quando sarà attivo il nuovo sistema di abbinamento digitale tra Pos e registratori di cassa nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Pagamenti Pos e ricevute digitali: cosa cambia

Il cuore della riforma è contenuto nell’articolo 8 del Decreto Pnrr. Le comunicazioni e la documentazione, anche in formato digitale, fornite da banche e intermediari finanziari potranno sostituire a tutti gli effetti le ricevute cartacee emesse dai Pos per i pagamenti con carte di credito, debito e prepagate.

Questo significa che non sarà più necessario conservare per dieci anni i piccoli scontrini termici spesso destinati a scolorirsi. Ai fini fiscali varranno i tracciati digitali inviati dagli operatori finanziari, purché completi di tutti i dati dell’operazione. Una semplificazione rilevante soprattutto per la gestione della contabilità familiare, che si sposta definitivamente su file e archivi digitali.

Detrazioni fiscali senza ricevute Pos cartacee

Per le spese detraibili nel modello 730 resta centrale il documento commerciale, lo scontrino fiscale, che già indica la modalità di pagamento tracciabile. Non sarà più necessario affiancare a questo anche la ricevuta Pos cartacea.

La riforma interviene inoltre sui pagamenti verso la pubblica amministrazione effettuati attraverso canali elettronici come pagoPa. In questi casi viene abolito l’obbligo di conservazione della ricevuta cartacea. Sarà l’amministrazione a verificare l’avvenuto pagamento attraverso i propri flussi informatici, senza poter chiedere al cittadino alcuna esibizione aggiuntiva, nemmeno ai fini fiscali.

Assoutenti: “Un peso in meno per cittadini e professionisti”

Il cambiamento è stato accolto con favore dalle associazioni dei consumatori. Assoutenti ha parlato di un passaggio atteso da anni. Secondo il presidente Gabriele Melluso, per troppo tempo famiglie e contribuenti hanno accumulato faldoni di scontrini e ricevute come simbolo di un sistema incapace di stare al passo con la digitalizzazione.

La direzione è giudicata positiva anche sul piano ambientale, ma resta una cautela. La transizione al digitale dovrà essere graduale e accompagnata, per evitare che le fasce più anziane o chi non dispone di strumenti tecnologici adeguati resti escluso da un sistema sempre più online.

Le nuove regole per gli esercenti dal 2026

L’addio alle ricevute Pos cartacee si inserisce in una riforma più ampia. Dal 1° gennaio 2026, con l’entrata in vigore delle disposizioni della legge di Bilancio 2025, tutti gli esercenti dovranno associare i dati dei registratori di cassa a quelli dei gestori dei pagamenti elettronici.

L’obiettivo è rafforzare il legame tra corrispettivi fiscali e pagamenti tracciati, aumentando la capacità di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Una strategia che punta a ridurre l’evasione fiscale, migliorare la trasparenza delle transazioni e modernizzare l’intero sistema di rendicontazione.

Come funziona il nuovo collegamento Pos–registratore di cassa

Le linee guida pubblicate dall’Agenzia delle Entrate spiegano un processo pensato per essere interamente digitale e semplificato. Gli esercenti accederanno all’area “Fatture e Corrispettivi” con le proprie credenziali e troveranno l’elenco dei Pos già comunicati dagli operatori finanziari.

Basterà selezionare il terminale e associarlo al registratore telematico presente nel sistema. Anche chi trasmette i corrispettivi giornalieri tramite procedura web potrà gestire l’abbinamento nello stesso flusso online. Un passaggio tecnico che segna però una svolta strutturale: meno carta, più dati, e un fisco sempre più digitale.