Boscoreale – Si è spento Angelandrea Casale, figura di spicco del panorama culturale vesuviano e campano, studioso appassionato, storico locale e profondo conoscitore del patrimonio archeologico dell’area pompeiana. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel mondo della cultura, dell’associazionismo e della ricerca storica.
Casale è stato per anni un punto di riferimento per studiosi e appassionati di storia antica, noto per la sua competenza, la sua disponibilità e l’impegno nella divulgazione culturale. Dirigente dell’Associazione Internazionale “Amici di Pompei”, di cui fu anche segretario ad interim e tesoriere, ricoprì il ruolo di Ispettore Onorario del Ministero della Cultura (MIC) e fu a lungo dirigente amministrativo dell’Università Federico II di Napoli.
Autore di numerose pubblicazioni, Casale ha dedicato la vita allo studio della storia locale, dell’archeologia e delle tradizioni del territorio vesuviano. Tra i suoi lavori più apprezzati figurano Il tesoro di Boscoreale e il suo scopritore. La vera storia ricostruita sui documenti dell’epoca, Il camino antico del fiume Sarno, e Intorno ad alcune famiglie nobili di Somma. Opere che restano pietre miliari per chiunque voglia approfondire le radici storiche e culturali dell’area napoletana.
La sua attività si è sempre contraddistinta per rigore scientifico e passione civile. Con la rivista “Sylva Mala”, da lui diretta, Casale contribuì a mantenere vivo il dialogo tra archeologia, storia e ambiente, promuovendo una conoscenza consapevole e rispettosa del territorio vesuviano.
Rotariano di lungo corso e instancabile promotore di iniziative culturali, Casale ha incarnato l’immagine dello studioso impegnato, del cittadino attivo e del custode della memoria collettiva.
La comunità di Boscoreale e quella di Pompei, insieme al mondo accademico e associativo, si stringono oggi nel cordoglio per la perdita di un uomo che ha fatto della cultura una missione di vita.
Con la morte di Angelandrea Casale, scompare una delle voci più autorevoli della ricerca storica vesuviana, ma resta viva la sua eredità intellettuale e morale, destinata a continuare attraverso le sue opere e l’esempio del suo instancabile impegno civile.


